Continuano gli effetti positivi del Tocilizumab, il farmaco anti-artrite utilizzato per sconfiggere il coronavirus, sperimentato all’ospedale Cotugno di Napoli. Negli ultimi giorni altri quattro pazienti positivi al virus del nosocomio partenopeo sono stati trattati con il medesimo farmaco e sono stati riscontrati miglioramenti; nelle scorse settimane invece il farmaco era stato sperimentato su ben sette pazienti, registrando anche per essi riscontri positivi. In totale undici persone sono state sottoposte al farmaco e l’intenzione di diffonderlo anche negli altri ospedali pare sia sempre più concreta. La sperimentazione è stata portata avanti grazie a una collaborazione tra l’Azienda ospedaliera dei Colli e la Fondazione IRCCS dell’ospedale Pascale, specializzato nella lotta ai tumori.
Secondo quanto affermato da Vincenzo Montesarchio, direttore della Uoc di oncologia dell’Azienda ospedaliera dei Colli, le condizioni di quattro pazienti in rianimazione sono migliorate grazie al farmaco. Anche in altri tre pazienti, in condizioni gravi ma non in rianimazione, si sono riscontrati dei miglioramenti. Si lavora dunque per cercare di portare il farmaco in gran parte degli ospedali d’Italia. Già a Cosenza due pazienti positivi al coronavirus hanno risposto bene. L’ospedale di Prato ora sta richiedendo informazioni per poter somministrare il Tocilizumab ad altri pazienti, mentre in Puglia è iniziata la cura tramite il suddetto farmaco per altri pazienti. Le richieste arrivano da tutta Italia ed è stato trattato anche negli ospedali di Milano, Fano, Pesaro e Modena, con risultati che fanno ben sperare per il futuro.
Il farmaco è utilizzato principalmente per curare l’artrite reumatoide e altre malattie croniche autoimmuni, ma riesce a quanto pare anche a trattare la polmonite interstiziale causata dal COVID-19. “È importante però specificare – afferma Paolo Ascierto, direttore dell’unità di oncologia melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative dell’ospedale Pascale di Napoli – che tale farmaco non serve a prevenire il COVID-19, bensì ad agire su quello che è il sintomo più letale e problematico apportato dalla malattia, la polmonite interstiziale, generata da un’iperattività del sistema immunitario, che il farmaco riesce a diminuire considerevolmente, al punto da riuscire a migliorare le condizioni. Per ora, tuttavia, l’unica soluzione plausibile per cercare di fermare il contagio è l’isolamento. Con il sacrificio e il buon senso di tutti potremmo uscire presto da questa situazione”.
Dario Gargiulo

