Silurato il sindaco di Pompei Pietro Amitrano. Undici consiglieri dal notaio Di Liegro di Torre Annunziata – Tutti i retroscena

Silurato il sindaco di Pompei, Pietro Amitrano. Da questa sera la città mariana è senza guida.
Una notizia che era già nell’aria dai giorni scorsi. Il malcontento per una situazione di stallo. Poi, nella giornata di oggi, la situazione è degenerata ulteriormente. Questa sera, poco prima delle 20.30, undici consiglieri comunali si sono recati dal notaio Di Liegro di Torre Annunziata e hanno rassegnato le dimissioni, mandando a casa anzitempo l’amministrazione Amitrano, che era giunta giusto a metà mandato. Domani mattina l’atto sarà protocollato a Palazzo De Fusco.

Sembrava tutto tranquillo, nei giorni scorsi. L’intesa per continuare era stata raggiunta poi, ieri sera, la situazione si è complicata di nuovo. Oggi, di buon mattino, ma lo aveva fatto anche nella giornata di ieri, il sindaco si è messo a telefono con i vari rappresentanti dell’opposizione per tentare le ultime chance per rimanere al timone di Palazzo De Fusco. Promesse, poltrone e assessorati da spartire ma alla fine l’opposizione ha deciso di firmare l’atto e di mandare a casa il sindaco. Soltanto Amato La Mura, per la minoranza, ha tentato di tenere a galla il primo cittadino fino all’ultimo. Ma era ormai troppo tardi.
Giusto in tempo per tornare subito al voto, in primavera, in concomitanza con le prossime elezioni regionali. A determinare lo scioglimento dell’amministrazione pompeiana, è stato il Partito Democratico, lo stesso partito del sindaco Amitrano.
Tra i firmatari della sfiducia c’è Luigi Lo Sapio, figlio del segretario cittadino del Pd, Carmine Lo Sapio. Sarebbe stato proprio quest’ultimo ad organizzare tutto.
Le dimissioni sono state firmate da otto consiglieri della maggioranza e tre della minoranza. A mandare a casa il sindaco, i consiglieri comunali di maggioranza Giuseppe La Marca, Stefano De Martino, Vincenzo Vitiello, Raffaele Mazzetti, Luigi Lo Sapio, Bartolo Martire, Franco Gallo e Pasquale Caravetta; e i tre dell’opposizione: Andreina Esposito, Alberto Robetti e Alfonso Conforti. Non hanno firmato il documento, invece, Amato La Mura, Raffaele De Gennaro, Mario Estatico, Raffaele Serrapica e Di Donna.