Pompei-Castellammare, chiesti quasi 100 anni di carcere per boss e gregari dei clan Cesarano e D’Alessandro

Chiesti quasi 100 anni di carcere per boss e gregari dei clan Cesarano e D’Alessandro di Pompei e Castellammare.

Una lunga requisitoria, quella del Pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli a carico di nove esponenti di spicco della malavita stabiese, finiti a processo nell’ambito dell’inchiesta Olimpo.

Gli stessi hanno scelto di essere processati con rito abbreviato, beneficiando così dello sconto automatico di un terzo della pena.

In particolare, la Dda partenopea ha invocato 9 anni di carcere per lady camorra Teresa Martone, moglie del superboss defunto Michele D’Alessandro), 12 per Liberato Paturzo, 10 anni per Nicola Esposito alias ‘o mostro, 10 anni per Giovanni Cesarano, 10 anni per Aniello Falanga, 10 anni per Raffaele Afeltra, 10 anni per Vincenzo Di Vuolo, 10 anni per Giovanni Gentile e 9 anni per Francesco Afeltra.

Proprio domani, invece, è prevista l’ennesima udienza nell’ambito del procedimento con rito ordinario. Sotto processo ci sono anche i fratelli Carolei.

L’imprenditore noto di Castellammare resta nel carcere di Secondigliano. Il Giudice, infatti, aveva accolto la richiesta della difesa e aveva disposto la scarcerazione per “gravi motivi di salute”. Sarebbe stato scarcerato il giorno successivo. Ma ecco che arriva una nuova ordinanza, quella che vede coinvolti Casalesi, che imponevano la commercializzazione del latte in Campania. Presentata una nuova richiesta di scarcerazione per il commerciante, facendo presente che per l’imprenditore era stato emanato un decreto di scarcerazione per motivi di salute. Il Giudice, però, ha respinto la nuova richiesta della difesa.