A Napoli hanno posizionato una panchina in memoria di Tiziana Cantone. A ‘Il Mattino’ la mamma di Enza Avino, giovane vittima di violenza a Terzigno, ha raccontato come dopo aver salvato il fidanzato della figlia, lui stesso l’ha uccisa.
Sono storie di tragedie. Vere. Raccontate con il cuore in gola dalle mamme, dalle donne. Parole che si rompono, voci che tremano. Ricordi di violenze psicologiche e fisiche durate anni e purtroppo rivelatesi fatali. Iniziative che sensibilizzano, che fanno riflettere. Che almeno per un giorno rendono meno sole le donne che subiscono abusi.
A Scafati ci hanno provato, ma fatto salvo l’intervento del tenente dei carabinieri Gennaro Vitolo (unico a citare le nuove leggi in materia approvate quest’anno, compresa il revenge porn) e del sociologo Michele Vangone che ha analizzato i numeri dei territori dell’Ambito, è stato un corollario di frasi fatte da parte dei politici.
Il convegno ‘Neanche con un dito’ è diventato così uno spot elettorale. In un teatro semivuoto, per di più, nonostante l’inizio in ritardo della manifestazione. Niente slide, cartelline stampa, interventi programmati e promozione, almeno nelle scuole, sono stati la causa di un’organizzazione molto superficiale da parte della stessa amministrazione. E la battuta sull’assenza del tavolo per non creare il distacco era stata già un cavallo di battaglia del sindaco Salvati al primo incontro pubblico al Dodo in campagna elettorale. Ma non era una questione di tavolo. Purtroppo.
Per questo l’intervento dell’assessore Sicignano ha destato qualche perplessità, non per il contenuto in sé, ma per l’attuazione delle iniziative.
“Bisogna partire fin da piccoli – ha detto – Insegnare il rispetto ai figli”.
Tutto giusto, ma perché non c’erano le scuole alla manifestazione? Perché a nessuno è venuto in mente di promuovere l’evento che meritava un risalto maggiore? Tra i colleghi dell’assessore c’era chi è arrivato in ritardo e chi è andato via prima, nessuno ha assistito all’intera manifestazione, come invece ha fatto il presidente del consiglio Mario Santocchio presente in prima fila dal primo all’ultimo minuto. Qualcuno, però, è arrivato in tempo per il selfie finale da regalare ai social e la striscia rossa sul viso. Da Anna Conte, consigliera con delega alle Pari Opportunità, ci si aspettava un intervento più deciso, un’analisi su tutte le attività messe in campo dall’amministrazione in 5 mesi. Da lei, solo la conferma che sarà presente al centro di ascolto per dare la sua vicinanza alle donne vittima di violenza. Giusto se interpreta il ruolo come volontaria, sbagliato se dovesse farlo, invece, con uno spirito politico.
Ci si rende conto così che l’amministrazione Salvati ha perso l’ennesima buona occasione in un’idea rimasta nel limbo.
Se Halloween e forse il Natale sono delle feste da sacrificare sull’altare dell’austerity, la tragedia che vivono 576 donne del comprensorio va rispettata. E di certo non va annunciata la presenza di 9 vittime che raccontano la loro storia per poi presentare 7 attrici sul palco che raccontano episodi generici, seppur bravissime nella loro interpretazione. I presenti non volevano una palla alla fine, da mettere sull’albero di Natale, ma iniziative concrete. Perché gli schiaffi sul viso sono veri e se il dolore sul corpo passa con il tempo, l’anima delle donne non guarisce mai.
Alina Cescofra

