Castellammare, a giudizio il gotha del clan D’Alessandro: il Comune è parte civile nel processo

“L’amministrazione comunale ha il dovere di salvaguardare l’immagine della Città di Castellammare di Stabia e di tutelare la libertà dei cittadini.

Per questo ho deciso di chiedere all’Avvocatura la costituzione di parte civile nel processo scaturito dall’inchiesta “Tsunami” condotta da carabinieri e Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) del capoluogo partenopeo”.

Lo ha affermato il sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, in riferimento al procedimento che prenderà il via a Napoli nei prossimi giorni. Sono coinvolte 29 persone tra boss e affiliati del clan camorristico D’Alessandro, accusate a vario titolo di estorsione e usura, spaccio e violenze private, aggravate dal metodo mafioso.

Il quadro che emergerebbe da tale inchiesta sarebbe particolarmente grave: i presunti criminali avrebbero imposto il racket a decine di esercizi commerciali, imprese edili, artigiani, ristoratori facendo calare per anni sull’intero territorio una cappa asfissiante ed intollerabile.

“La costituzione di parte civile – ha aggiunto Cimmino – nel processo che prenderà il via nei prossimi giorni contro i presunti responsabili di reati tanto gravi appare imprescindibile per un’amministrazione che ha sempre improntato il suo operato all’insegna della trasparenza, dell’anticorruzione e della legalità”.