Torre Annunziata, spaccio alla Provolera: “graziata” Ninnacchera, condannata a 4 anni e 4 mesi +++ TUTTE LE CONDANNE +++

Spaccio alla Provolera: “graziata” dal giudice Anna Gallo, detta Ninnacchera, ritenuta dall’accusa a capo di un’organizzazione malavitosa i cui esponenti, a ottobre dello scorso anno, finirono in manette per lo spaccio nel quartiere popolare di Torre Annunziata. Quattro anni e quattro mesi di carcere per Lady cocaina mentre il pm del Tribunale oplontino aveva invocato una pena di 9 anni per quella che è ritenuta il capo della rete di spaccio alla Provolera.

Un forte “sconto” anche per Andrea Gallo (nipote di Anna Gallo, entrambi assistiti dall’avvocato Mauro Porcelli), condannato a 4 anni e 8 mesi rispetto agli 8 anni e 6 mesi chiesti dall’Accusa. Condannato a due anni di carcere, invece, Angelo Annunziata (difeso dall’avvocato Gennaro De Gennaro).

Gli arresti a ottobre scorso. Nel mirino dei carabinieri erano finite 21 persone (nove delle quali donne), alcune delle quali hanno scelto di essere processato con rito ordinario. Le accuse, a vario titolo, sono di detenzione e spaccio di stupefacenti, ricettazione, detenzione illegale di armi da fuoco.
I militari nel corso delle indagini hanno scoperto l’esistenza di varie piazze di spaccio, tra le quali quella nel rione Provolera, storico quartiere del centro cittadino, presso cui si rifornivano soprattutto di crack e marijuana tossicodipendenti provenienti da tutta la Campania.
Le indagini hanno inoltre permesso di attribuire ad alcuni dei destinatari delle ordinanze la responsabilità in ordine alla detenzione di diversi tipi di armi clandestine, comuni e da guerra, tenute occultate e rese disponibili per lo svolgimento delle attività illecite.

Due gli arsenali sequestrati: il primo dalla polizia alle spalle della chiesa del Carmine, il secondo dai carabinieri a casa di un pregiudicato. Ruolo importante secondo gli investigatori era rivestito dalle donne. Nove sono le quote rosa dello spaccio. Due di loro facevano da broker della droga nel rione Provolera.

Tra queste c’è Anna Gallo “Ninnacchera”, vedova del boss Ernesto Venditto alias “Bicchierino”, e madre di Aurelio Venditto, ucciso in un agguato il 28 febbraio 1999 dai sicari del clan Birra-lacomino di Ercolano in vico del Fico a Torre Annunziata. Secondo l’Antimafia, i killer erano stati chiesti in prestito dai Chierchia, alleati dei Gionta, direttamente agli ercolanesi per punire proprio Ernesto Venditto, padre della vittima.

Sotto la scarica di proiettili calibro 9×21 e 7,65, rimase ferito anche un secondo uomo, Natale Russo, che si fece medicare in ospedale solo a tarda notte, nonostante l’agguato fosse avvenuto nel primo pomeriggio. Per questo omicidio, è stato condannato a 30 anni di reclusione Alfonso Chierchia, alias ‘a Scigna, ritenuto il mandante dell’agguato. Trenta anni di carcere anche per il killer ercolanese, Salvatore Di Dato mentre a 14 anni sono stati condannati i pentiti Francesco Sannino e Aldo Del Lavale, le cui confessioni hanno permesso di ricostruire l’agguato.

 

Le condanne:

Anna Gallo, detta Ninnacchera, 4 anni e 4 mesi

Elena Albergatore, 8 anni

Giovanni Albergatore, 6 anni e 10 mesi

Antonio Albergatore, 7 anni e 4 mesi

Luigi Albergatore, 5 anni e 3 mesi

Andrea Gallo, 4 anni e 8 mesi

Ida Dinamico, 4 anni e 4 mesi

Giuseppe Battaglia, 6 anni e 4 mesi

Vincenzo Ruggiero, 5 anni e 6 mesi

Caterina Izzi, 7 anni e 6 mesi

Rosanna Venditto 4 anni

Mario Verbo 1 anno e 8 mesi

Luigi Guida, 1 anno

Angelo Annunziata, 2 anni

Angela Antille, 3 anni

Carmine Balzano, 2 anni

 

Le richieste di condanna a giugno 2019:

Anna Gallo, detta Ninnacchera, 9 anni

Elena Albergatore, 8 anni

Giovanni Albergatore, 8 anni

Antonio Albergatore, 8 anni

Andrea Gallo, 8 anni e 6 mesi

Ida Dinamico,

Giuseppe Battaglia, 8 anni

Vincenzo Ruggiero,

Caterina Izzi,

Luigi Albergatore, 8 anni

Rosa Anna Venditto

Mario Verbo

Luigi Guida, 2 anni

Angelo Annunziata,

Angela Antille, 3 anni

Carmine Balzano, 3 anni