“Chiacchiere e nuvole” – Puntata n. 46 – “Bastonare il sovranista che affoga”: il nobile precetto evangelico di Enrico Deaglio…

L’avevamo previsto ampiamente. D’altro canto, era una profezia addirittura banale, nella sua semplicità. Ma, ora, c’è davvero da interrogarsi con preoccupazione, su quale sarà il diapason, del crescendo rossiniano in atto, sugli attacchi a Salvini. Una risposta, ma purtroppo temiamo che non sia l’urlo di massima estensione vocale, l’ha data Enrico Deaglio, oggi pomeriggio, a Tagadà, la trasmissione televisiva, su La 7, di Tiziana Panella. Con riferimento al leader della Lega, l’ex direttore di Lotta continua, l’organo di stampa della sinistra extraparlamentare estrema, fondato cinquant’anni fa, ha parafrasato una delle celeberrime sentenze di Mao, sussurrando, con la sua vocina, un suo tutt’altro che segreto sogno: “Bastonare il sovranista che affoga”.

Dal cinismo di Mao a quello di Deaglio…

Il feroce dittatore cinese era stato non meno crudele (la sua frase alludeva, cinicamente, al cane, in procinto di annegare). La soave Panella, nella circostanza apparsa molto timida ed apprensiva, ha solo finto di prendere balbettanti distanze, dal suo ospite Deaglio. Non sia mai, bacchettare un mostro sacro come il sabaudo Enrico, un guru della sinistra anti-sovranista, oggi radical chic, ma, nei decenni scorsi, addirittura, “oltre” il comunismo. E il crescendo rossiniano sale di livello. Chissà mai quale sarà, il momento culminante del finale travolgente…

 

Scontro pari, tra Salvini e Renzi

Martedì scorso, l’atteso dibattito televisivo, nel salotto buono di Bruno Vespa, Porta a porta, tra Matteo Salvini, il sovranista, populista, ista in tutto ed orgoglioso di esserlo, ed il democristo, che più isto non si può, l’altro Matteo. Il tosco dispittoso ha fatto rivivere i tempi dei congressi democristiani, con quella sua premessa impregnata di strumentale retorica (“Salvini ha ragione, quando afferma che… Ma…”). L’ha ripetuta sei volte, Renzi, quella frasettina: qualcuno s’è presa la briga di contarle, una per una. Ha rievocato, alla memoria dei più anziani, o dei meno giovani, l’antico preambolo democristo.

 

“Me so’ magnato er fegato…”

Quello che iniziava, immancabilmente, con l’invocazione, finto-affettuosa e farisaico-solidaristica (“l’amico…”), e proseguiva con randellate terrificanti, sulla schiena e sulla capoccia dell’amico. Comunque, è uno ben strano destino, quello del Matteo del Nord. Rozzo, troppo brutale nelle espressioni, reattivo oltre i limiti della decenza: sono le ordinarie critiche, che gli vengono mosse, senza sconti. Stavolta, avrà ingurgitato tisane a litri, prima di entrare in trasmissione. Per tenersi tranquillo. Per poi, ovviamente, dover ricorrere alla straordinaria canzone, resa immortale da Gigi Proietti: “Me so’ magnato er fegato e quello che c’è intorno…”. Uno sforzo sovrano, tutt’altro che sovranista. Tutto, per dimostrare di potersi perfino sedere nei salotti chic. Ma, soprattutto, per tranquillizzare gli elettori: perfino sulla resistenza dei suoi nervi…

 

Precauzioni che non bastano mai…

Ma nemmeno è andata bene. L’hanno comunque rimbrottato, Salvini. Forse, perché hanno evitato di osservare con la dovuta attenzione Renzi, il suo sguardo intriso di livore, il suo dichiarato machiavellismo, i suoi vuoti di memoria: su banca Etruria, sulla Boschi e il suo papà, su Bibbiano, sull’accordo con l’Europa – svelato da Emma Bonino – per i migranti no-limits in Italia, in cambio di flessibilità sui conti pubblici, sui suoi genitori condannati, in ragione di fatture emesse per operazioni inesistenti, proprio nel periodo della lotta all’evasione. Proclamata per chi ci creda ancora…

 

Le gatte da pelare di Salvini

Certo, anche Salvini ha le sue gatte da pelare. Perfino rognose… Sui problemi indecorosi  (49 milioni di euro, una somma spaventosa…) della Lega di Bossi e del cassiere Belsito, quel tipo con una faccia un po’ così… Sull’inquietante Savoini. Ma non di certo sullo stantio ritornello del Papeete e della panza al sole, sulla spiaggia. Suggeriremmo, al pur pronto di spirito Salvini, di intitolare qualche sua rubrica speciale, sui social, “le info-panza”, oppure, in alternativa, “le panza-news”. Così, darebbe una rispostina, ironica e pungente (o, quantomeno, impregnata di sacrosanta strafottenza), anche alla ultra-chic Lilli Gruber: La quale con eleganza tutta altoatesina (noi, alla faccia dell’ente provincia di Bolzano, non rinunceremo alla qualificazione italiana del territorio), s’era dichiarata, con Matteo Salvini ospite della sua trasmissione, Otto e mezzo. Quando si proclamò praticamente schifata,  della monumentale panza salviniana in spiaggia. E già, era troppo abituata, la Gruber, alle delicate pancette dei frequentatori di Capalbio & dintorni…

 

Quasi il 26% di share: un record

Certo, Vespa si starà ancora fregando le mani. Il confronto, da lui disciplinato senza dover intervenire, ha sfiorato il 26%, come percentuale di telespettatori sintonizzati. Un autentico record, per i dibattiti televisivi. Nonostante i duellanti si siano anche un tantino contenuti, anche perché è ormai pacifico che i toni troppo alti e rissosi non pagano, in termini di voti. Bastava, però (vale la pena ripetersi), osservare i volti dei due contendenti: lo sguardo spiritato di Renzi, il suo viso acuminato, e, dall’altro lato, i sospiri profondi, i commentini bisbigliati di un Salvini che s’era auto-imposto di non esplodere, per non dare soddisfazione al competitor. Al quale ha comunque rinfacciato, più d’una volta, il suo modesto 4%. Una scelta non proprio felice, quest’ultima, anche se non priva di significato concreto. Del tipo: disprezzatemi pure, io mi tengo il mio Dash (ovvero, il terzo degli italiani)… A questo punto, non resta che attendere la prossima singolar tenzone: tra Salvini e Conte, il premier mai votato. Se Renzi è stato scudisciato per la sua povera percentuale attuale, immaginiamo il professore della misteriosa Link campus… Che s’era tanto divertito, ad infierire sul Salvini frastornato e disorientato per la liquefazione del governo giallorosso, ma, ancor più, per via del voto negato (dall’UE e da Mattarella, quello che Renzi chiama “la Costituzione”, spiattellandola sul muso a Salvini).

 

Mattarella se la poteva risparmiare

A proposito di Mattarella… Quando un democristiano fa una gaffe, bisogna sempre prenderla con le molle e sospettare che sia tutt’altro che frutto di inconsapevolezza, o di momentanea deconcentrazione. È quello (cioè: altro che distrazione…) che anche il vostro cronista ha ipotizzato, quando ha sentito l’impertinente riferimento del siculo Sergio, in conferenza stampa con Trump, ai dazi USA sul parmigiano e sugli altri prodotti italiani d’eccellenza. Se l’è proprio cercata, Mattarella. E Trump non s’è fatta passare la mosca per il naso. Sbattendo brutalmente sul muso del suo interlocutore, con i suoi modi rudi e bruschi (l’esatto opposto del formale e un tantino affettato candore mattarelliano), la scorrettezza dell’Europa (si legga: di Germania e Francia, i due soci in affari) sugli aiuti ad Airbus, l’azienda franco-tedesca. Così ufficializzando, Trump, la vera origine dei dazi americani ai danni dell’Europa. Quella motivazione, che tanti, con la consueta ipocrisia, fingevano di ignorare. Ed, in tal modo, Trump, svergognando anche Matteo Renzi, che aveva, molto azzardatamente, attaccato Salvini sullo stesso argomento, da Bruno Vespa… Mattarella, in sintesi, s’è dovuto leccare le ferite…

 

Lo sgarbo a Trump: il pranzo con Nancy Pelosi

Ma non ha perso tempo, il sornione Sergio. Che s’è rifatto con il pranzo del giorno successivo, ma guarda caso, proprio con Nancy Pelosi, la leader, alla Camera, dei democratici statunitensi, gli accusatori ed antagonisti di The Donald. Il quale, per dire del clima che si respira negli USA, aveva appena commentato una foto con un’espressione lapidaria: “La crisi di nervi dell’isterica Nancy”. Insorge, legittimo, il sospetto che Mattarella sia al corrente di qualche spiffero, che i comuni morali non possono conoscere.  Perché, se così non fosse, sarebbe stata davvero una maldestra imprudenza, quel pranzo. Non di certo una mossa da sornione, la sua… Ma è mai possibile che nessuno, ma proprio nessuno, trovi qualcosa da ridire?

 

La quarantasettesima puntata di “Chiacchiere e nuvole” sarà on line, su ERREEMME NEWS.it, domenica 20 ottobre.