Il Napoli non va oltre lo 0 a 0 con i fiamminghi del Genk, squadra a torto ritenuta la Cenerentola del girone dopo la sconfitta (6 a 2) con il Salisburgo.
Gli azzurri colgono tre tra pali e traverse nel primo tempo ma soffrono la velocità e l’ aggressività dei fiamminghi, che costruiscono 4 o 5 occasioni da gol limpide nel primo tempo.Meret si produce in tre o quattro interventi di rilievo.
Opache le prestazioni di Lozano, schierato di punta insieme a Milik. Deludente anche la prova del polacco. Mario Rui, fino ad allora autore di un’ ottima prestazione si infortuna nel primo tempo e lascia a Malcuit la fascia destra, dove gli azzurri cominciano a soffrire. Nel secondo tempo l’ ingresso vivacizza la manovra d’ attacco, ma il Napoli crea poche vere occasioni da gol. Non cambia l’ inerzia della gara l’ ingresso, forse tardivo di Llorente al posto di Milik.
Alla fine del primo tempo Genk e Napoli sono sullo 0-0. Padroni di casa molto più pericolosi con ghiotte occasioni da gol che il portiere del Napoli Meret ha saputo intercettare. Per la squadra di Ancelotti, che fa fatica a manovrare a centrocampo, pericolosi Milik e Lozano. La manovra del Genk risulta più fluida.
La formazione del Napoli. In attacco Ancelottti prova il tridente con Lozano Milik e Callejon. A centrocampo ci sono Elmas, Ruiz e Allan. In difesa, davanti al portiere Meret, Rui, Koulibaly, Manolas e Di Lorenzo
Così alla vigilia
“Se non pensiamo che qui ci sarà da soffrire, andiamo incontro a brutte figure”. Carlo Ancelotti avvisa chiaro e forte il suo Napoli alla vigilia della sfida europea contro il Genk in Belgio. “Il Genk – spiega il tecnico – è una squadra che gioca un buon calcio offensivo con idee chiare e con una identità precisa. Cercherà di fare un calcio propositivo. E’ accaduto anche a Salisburgo dove poi ha sofferto le ripartenze avversarie”. Saper soffrire ma anche aver convinzione dei propri mezzi per un Napoli che tornerà sulla giostra del turn over ma deve dimostrare di avere una forte personalità sfruttando tutta la rosa. “Paradossalmente – spiega Ancelotti – la mia squadra mi piace più quando c’è da soffrire, quando vedo la squadra dentro la nostra area, quando siamo nel fortino mi sento più tranquillo. Il Napoli deve fare quello che sa fare, giocare al massimo fisicamente, tecnicamente e mentalmente”. “Io ho grandissima considerazione della mia squadra e dei miei, ma le volte che sono pienamente soddisfatto sono poche. Conoscendo il valore della squadra e considerando quello che può fare, diventa difficile per me essere pienamente soddisfatto”. Carlo Ancelotti precisa il suo stato d’animo dopo la sofferta vittoria sul Brescia e alla vigilia dell’impegno in Champions contro il Genk. “Si cerca sempre il massimo – spiega il tecnico -, il Napoli sta lavorando bene ma secondo me può e deve fare molto meglio”.

