Manovra, Salvini: “Giù le tasse e via la Tasi”. Voto anticipato? “Lo vedremo prima di settembre”

Il vicepremier, Matteo Salvini, evoca la crisi di governo al termine dell’incontro con le parti sociali: “E’ sciocco negare che da qualche mese di troppo ci sono polemiche e litigi con critiche surreali come quelle di Toninelli. Si può mantenere il rispetto personale, ma se si esaurisce la spinta…”. Ed aggiunge: “Se riusciamo fare bene e in fretta facciamo. Se dobbiamo inseguirci, polemizzare ribadisco che non siamo incollati alle poltrone. Non ci costringe nessuno. Se il litigio prevale sulla costruzione, il problema c’è e si pone”.

“Oggi abbiamo raccolto idee per l’Italia dei prossimi 20 anni. Se riesco ad applicarle bene, altrimenti o le fa qualcun altro o sicuramente non siamo qua attaccati alle poltrone. Questo lo vediamo da qui a breve, anche prima di settembre”, afferma ancora Salvini, rispondendo ad una domanda sull’eventuale voto anticipato.

Ci vuole una manovra vera, con soldi veri per investimenti, opere pubbliche, infrastrutture. Lo avrebbe detto Salvini alle parti sociali nell’incontro al Viminale, secondo quanto riferiscono alcuni presenti. “Sono pronto ad andare a contrattare la flessibilità necessaria con l’Europa per spendere su questi obiettivi”, avrebbe aggiunto.

Pensiamo a 10-15 miliardi di riduzione delle tasse. A partire dal superamento del bonus Renzi” degli 80 euro, “che non vale dal punto di vista dell’accumulo contributivo per la pensione. Per superamento si intende la trasformazione in decontribuzione”. Lo ha detto il viceministro all’Economia, Massimo Garavaglia, nel corso dell’incontro con le parti sociali al Viminale.

Il bonus degli 80 euro cambierà ma resterà – ha spiegato successivamente – “lo stesso effetto in busta paga. E per anche avere effetti pensionistici servono circa 3 miliardi” aggiuntivi.