Estorsioni a Castellammare, la difesa dell’imprenditore: “Sta male, dategli i domiciliari”

“L’imprenditore Greco è un malato grave, mettetelo ai domiciliari”. E’ la richiesta presentata questa mattina al Tribunale di Torre Annunziata dai legali difensori dell’imprenditore di Castellammare di Stabia, imputato nel processo che vede coinvolti alcuni esponenti del clan D’Alessandro.

Procedimento giudiziario scaturito dall’inchiesta “Olimpo”.

Nel corso del processo, che si è disputato nell’aula Siani, la difesa ha rimarcato il grave stato di salute dell’imprenditore, facendo emergere l’incompatibilità con il regime carcerario.

L’imprenditore è affetto da depressione maggiore che corrisponde a una malattia psicopatica grave.

Vicenda sulla quale, in realtà, si è già pronunciato il Tribunale di Torre Annunziata ad aprile scorso. Anche se la difesa ha chiesto una nuova perizia in quanto lo stato di salute di Greco si è aggravato ulteriormente.

Prima ancora, è stato affidato l’incarico ai dottori Roberto Porto e Teresa Rende, che si occuperanno della trascrizione di centinaia di intercettazioni telefoniche e ambientali che – secondo l’accusa – incastrano gli imputati.

E proprio qui che è nato una sorta di scontro tra accusa e difesa. Su tutti l’avvocato Maiello: “La domanda di far entrare un materiale di prova che non riguarda solo l’oggetto di imputazione. Allungherebbe soltanto il processo”.

Tuttavia, il Pm ha fatto presente che c’è un elenco di conversazioni intercettati, alcune delle quali sono state già evidenziate e che non dovranno essere trascritte.

L’avvocato Michele Riggi ha sottolineato che “in questo elenco si parla del signor Cascone che riguarda altri episodi che non hanno a che fare con i capi di imputazione per i quali si procede. Anche perché, oltre a perdere di vista il procedimento stesso, si rischia di far elevare i costi per la trascrizione delle intercettazioni”.

Immediata la replica del Pm: “È difficile poter stabilire se un’intercettazione possa servire o meno ai fini del processo. Perché, giusto per citare un esempio, in una intercettazione si può parlare di una ricetta a pranzo e poi parlare di un episodio che riguarda l’inchiesta. È difficile stabilirlo in questa fase”.

Il Giudice ha accolto la richiesta del pm e ha assegnato l’incarico. L’udienza è stata poi rinviata a settembre prossimo, quando saranno ascoltati i primi testi.