Pompei-Scafati, non gli fa vedere il figlio: spari contro il portone dell’ex convivente

Pompei-Scafati. Nella notte di martedì aveva deciso di fare un raid intimidatorio ai danni della sua ex compagna colpevole di non consentirgli la frequentazione del figlio di un anno e mezzo. Erano le 2:40, quando Marcello Panariello, giovane scafatese, decide di passare all’azione, di passare dalla sofferenza ai fatti e di impugnare una pistola, sparando una raffica di colpi sul portone di ingresso dell’abitazione della sua ex convivente.

Il silenzio della notte pompeiana viene interrotto dal detonatore di una pistola, con colpi esplosi in direzione della casa dei suoceri, per avvertire la sua compagna che quel gesto “disumano” e contro natura lo aveva portato all’esasperazione.

Le indagini coordinate dai carabinieri di Pompei, agli ordini del maresciallo Tommaso Canino, coordinati dal maggiore Simone Rinaldi, hanno portato subito all’individuazione del responsabile che aveva posto in essere un gesto, in stile malavitoso, ripreso dalle telecamere della zona.

Dopo un lungo interrogatorio avvenuto nella giornata di mercoledì davanti alle forze dell’ordine e con la presenza del suo difensore, avvocato Gennaro De Gennaro, il giovane incensurato ha confessato di essere stato l’autore del raid e di averlo fatto soltanto perché l’ex convivente non gli consentiva di vedere il figlio che è “il bene più prezioso della sua vita”.

Nonostante la confessione, il pubblico ministero aveva deciso di mandare, provvisoriamente, Panariello in carcere, in attesa dell’interrogatorio del Gip, stante la gravità dei fatti e il pericolo concreto che il Panariello potesse sferrare nuovamente la sua rabbia sulla  convivente.

Nella giornata di ieri, poi, Marcello Panariello è stato interrogato dal Gip di Torre Annunziata presso il carcere di Poggioreale. Il pubblico ministero aveva richiesto il carcere per il giovane, per evitare un altro caso di femminicidio.

In tempo di allarme sociale, l’unica soluzione sembra essere soltanto il carcere. Il giudice, accogliendo le richieste del difensore di Panariello (l’avvocato De Gennaro) ha applicato una misura meno gravosa, concedendo gli arresti domiciliari.

Il giovane, fratello di Pasquale Panariello, condannato per aver commesso estorsioni in nome di Buonocore-Matrone, qualche mese fa aveva riportato un’assoluzione dinanzi al Gip di Salerno sebbene la richiesta di condanna della DDA.