Libia: le forze di Haftar respinte a Suani Ben Adem

Infuria violenta la battaglia tra le forze fedeli al governo nazionale di Fayez al Sarraj e quelle di Khalifa Haftar che hanno sfondato a sud di Tripoli. Secondo l’Amsi (medici stranieri in Italia) sono 100 le vittime dall’ inizio del conflitto il 4 aprile. Tra questi 28 sono bambini. I militari del governo Sarraj hanno respinto l’offensiva delle forze di Khalifa Haftar a Suani Ben Adem, 25 km a sudovest di Tripoli. Lo ha constatato l’inviato dell’ANSA sul posto. Dal centro della cittadina si levano dense colonne di fumo nero, mentre truppe di fanteria di Haftar sono rimaste tagliate fuori dalle retrovie e aprono il fuoco contro i soldati di Tripoli nel tentativo di aprirsi una via di fuga. Le forze militari fedeli al governo nazionale libico guidate da Fayez al Sarraj hanno lanciato una controffensiva sul fronte sud sud-ovest. Lo ha detto all’ANSA il generale Abuseid Shwashli, che comanda le truppe nella regione del distretto sudovest. “Combattiamo per la nostra terra, per tutti i libici. Per questo sino ad oggi siamo ancora rimasti sulla difensiva: anche i soldati di Haftar sono compatrioti”, ha detto. Gli scontri a sudovest di Tripoli hanno scatenato una nuova corsa alle stazioni di rifornimento di benzina. Ovunque in città decine e decine di auto formano lunghe file per accaparrarsi la benzina disponibile.

Intanto il vicepremier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammmed Bin Abdulrahman Al Thani, a quanto si apprende, sarà a Roma nelle prossime ore per un incontro bilaterale con il premier Conte lunedì pomeriggio. ‘L’Italia vuole avere un ruolo in Libia’ come ‘facilitatore per il processo di stabilizzazione e pacificazione dell’intero territorio’. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte a Bari spiegando, che ‘c’è serio e concreto rischio, di una crisi umanitaria che vogliamo scongiurare’ ma se ci sarà ‘l’Italia saprà affrontarla’.

Onu, 13.500 in fuga da Tripoli da inizio scontri  – E’ di oltre 13.500 il numero degli sfollati dall’inizio degli scontri armati a Tripoli e dintorni. Lo scrive l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari (Ocha) in un “aggiornamento flash” sulla situazione nei dintorni della capitale, precisando che 4 mila sono le persone che hanno lasciato le proprie case nelle ultime 24 ore. Circa 4.500 persone hanno richiesto l’evacuazione dalle aree colpite dal conflitto verso aree relativamente più sicure, ma solo per 600 è stato possibile garantire un’uscita sicura. “I bassi tassi di evacuazione sono dovuti agli scontri in corso e le segnalazioni sul targeting indiscriminato e deliberato dei veicoli per le ambulanze”, si legge nella nota. “La comunità umanitaria è preoccupata per il numero crescente di vittime civili, compreso il personale medico. In appena una settimana, tre medici sono stati uccisi e cinque ambulanze sono state rese inservibili da schegge di proiettili”.