Boscoreale, custodivano armi per conto del clan Gallo-Limelli-Vangone: stangata per Visciano e Venditto

Custodivano armi per conto del clan Gallo-Limelli-Vangone: stangata per Visciano e Venditto. E’ quanto deciso il Gup della 19esima sezione del Tribunale di Napoli, Alessandra Ferrigno.

In serata la sentenza. Condannato a 11 anni e 4 mesi, oltre a 20mila euro di multa, Ivan Visciano (difeso dagli avvocati Nando Striano e Antonio Usiello); 8 anni e 14mila euro di multa per Angelo Venditto (assistito dall’avvocato Dario Procentese).

Assolto invece Francesco Criscuolo (difeso dall’avvocato Anna Fusco), a processo per favoreggiamento al clan boschese.

Il Pm, dottoressa Fulco della Dda di Napoli Aveva chiesto 12 anni di carcere per Visciano, 9 anni per Venditto, 2 anni e 6 mesi per Criscuolo.

Nel blitz di aprile dello scorso anno, era finito anche Alessandro Attanasio, che seguirà il rito ordinario.

Secondo le accuse, Angelo Venditto e Alessandro Attanasio rubarono una Fiat 500 parcheggiata in via Molinelle a Pompei. Successivamente, il solo Venditto la portava a Boscoreale, nell’area di posteggio di un noto hotel-ristorante e la utilizzava per custodire armi e munizioni.

Armi la cui detenzione viene imputata a Ivan Visciano, figlio del defunto e temutissimo boss della zona vesuviana Angelo detto ‘o Capraro, e ad Angelo Venditto. Entrambi, all’interno della Fiat 500 rubata, tenevano nascoste due armi da guerra del tipo pistola mitragliatrice CZ modello Skorpion e fucile mitragliatore AK47, nonché 7 armi comuni da sparo di vario calibro (di cui 5 clandestine poiché con matricola abrasa) e relativo munizionamento, che erano nelle disponibilità di Visciano che le consegnava a Venditto, in tempi diversi, affinché le custodisse per suo conto.

Con l’aggravante di aver commesso il reato al fine di agevolare il clan Gallo-Limelli-Vangone.