Crollo della palazzina a Torre Annunziata, unificati i tre tronconi in un unico processo, la cui prima udienza è prevista il prossimo 6 marzo dinanzi al Giudice Monocratico Francesco Todisco, del Tribunale di Torre Annunziata.
Si è conclusa poco fa dinanzi al Giudice Crasta la prima udienza a carico di 15 persone ritenute responsabili del crollo della palazzina di via Rampa Nunziante, avvenuto il 7 luglio del 2017 a Torre Annunziata. In seguito al crollo persero la vita 8 persone.
Nel corso dell’udienza, sono state messe a verbale le costituzioni di parte civile per poi rinviare al 6 marzo prossimo per poter riunire i tre procedimenti in corso.
L’inchiesta
Tutti rinviati a giudizio i 15 responsabili del crollo della palazzina di via Rampa Nunziante, avvenuto il 7 luglio del 2017. L’udienza è fissata per il 28 febbraio 2019 dinanzi alla dottoressa Crasta. Il pubblico ministero nella sua richiesta ha sottolineato che “nel corso delle indagini abbiamo scoperto che il palazzo era completamente abusivo. C’era l’autorizzazione soltanto per una villetta”.
Poi aggiunge: “Ci siamo anche interrogati sul perché in cinquanta anni non erano stati mai effettuati controlli in un immobile situato al centro della città. E poi ci siamo dati una risposta. Probabilmente il collegamento era Giacomo Cuccurullo, deceduto nel crollo insieme alla sua famiglia, che lavorava nell’ufficio Urbanistica del Comune di Torre Annunziata”.
Per la magistratura oplontina, “sarebbero stati alcuni interventi al secondo piano a causare il crollo il 7 luglio dello scorso anno. In particolare nel lato all’angolo della ferrovia erano stati eliminati dei tramezzi, provocando poi delle lesioni. In realtà c’erano state anche delle segnalazioni sul rischio crollo e sull’inclinazione del palazzo. Ma non c’era stato alcun intervento”.
Già il 5 luglio, due giorni prima, ci fu un incontro tra alcuni imputati sul forte rischio del crollo e sui problemi strutturali dell’edificio.
“L’unica cosa da fare – sottolinea la dottoressa Ambrosio in aula – era sgomberare subito la palazzina ma si è perso altro tempo. Insomma, la strage poteva essere evitata”.
Gli imputati:
Massimiliano Bonzani, Aniello Manzo, Giacomo Cuccurullo, deceduto nel crollo, Roberto Cuomo, amministratore del condominio, Gerardo Velotto, proprietario dell’appartamento al secondo piano, Massimo Lafranco, Rosanna Vitiello, Ilaria Bonifacio, Emilio Cirillo, Mario Cirillo.
Imputati per falso ideologico in atto pubblico Rita Buongiovanni, Giuseppe Buongiovanni, Donatella Buongiovanni, Roberta Amodio, “che – specifica la Procura – in qualità, dapprima, di promittenti venditori e, poi, di venditori dell’immobile interessato dal crollo in favore di Rosanna Vitiello, Ilaria Bonifacio, Aniello Manzo, Emilio Cirillo, Marco Cuccurullo, Roberto Cuomo e Fortunato Massimiliano Lafranco, attestavano falsamente nel contratto preliminare di vendita stipulato davanti al notaio Domenico di Liegro in data 20.07.2015 e nel contratto definitivo rogato il 21.04.2016 davanti al medesimo notaio, che l’intero fabbricato era stato realizzato in epoca antecedente al 1 settembre 1967 in conformità alla normativa vigente; attestazione non veritiera.

