Bagarre al consiglio di Pompei: interviene la polizia. Malore per 2 dipendenti, è caos in aula – Il video

E’ accaduto di tutto al consiglio comunale di oggi pomeriggio a Pompei. All’ordine del giorno (ottavo punto), la chiusura della Casa di riposo “Borrelli”. Tradotto: quattordici famiglie finiscono per strada, 42 anziani che rischiano di finire sballottati tra i vari centri della Campania.

Quando il presidente del consiglio comunale, Franco Gallo, ha chiamato a discutere appunto sull’ottavo punto all’ordine del giorno, la tensione in aula è subito diventata alta.

Urla, accuse e offese all’amministrazione Amitrano “insensibile alle istanze dei lavoratori e degli stessi anziani”.

Man mano che passavano i minuti, le urla dei dipendenti ostacolavano i lavori dell’assise, tanto che è stato necessario sospendere il consiglio comunale. Due persone hanno anche avvertito malore, tanto che è stato necessario l’intervento del 118, il pronto soccorso sanitario.

Tensione alle stelle. Sono quindi intervenuti gli agenti del Commissariato di Polizia di Stato di Pompei e gli uomini della polizia locale per mettere calma e mantenere la situazione sotto controllo. Soltanto dopo mezz’ora è stato possibile riprendere il consiglio comunale.

Il sindaco Pietro Amitrano ha cercato di spiegare i motivi della chiusura di Aspide, la società speciale che gestisce la Casa di Riposo.

“Una decisione – ha spiegato – che ci viene imposta dalla Corte dei Conti. Questo tipo di gestione, quello della società Aspide, non può essere più tollerato. Oltre 900mila euro di debiti, attività gestionale molto approssimative, spese che non vengono registrate. Insomma, così non si può andare avanti. La società va chiusa”.

E del futuro di lavoratori e anziani?

“Chiudere Aspide – aggiunge il primo cittadino di Pompei – non significa chiudere definitivamente Casa Borrelli. Bisogna chiudere Aspide e affidare la gestione di Casa Borrelli a una nuova società per continuare ad assicurare l’assistenza agli anziani di Pompei e gli attuali posti di lavoro”.

E nel frattempo cosa succede? Ha chiesto l’opposizione. Nulla. I dipendenti restano a spasso e per gli anziani bisogna trovare una nuova sistemazione.

“Vergogna”, gridano dal pubblico. “C’è gente – ha spiegato il consigliere comunale Alberto Robetti – che dopo 35 anni di lavoro finisce per strada. Perché un lavoro, all’età che si ritrovano, nessuno glielo dà. Ma l’amministrazione Amitrano di questo se ne frega altamente a quanto pare”.