Gli aspiranti agenti della Polizia di Stato protesteranno, il 5 febbraio in Piazza Monte Citorio, dalle ore 09,00 alle ore 13,00, contro l’emendamento (n. 11.17), “discriminatorio e incostituzionale”, approvato nel “Decreto Semplificazioni” dal Senato della Repubblica.
I manifestanti per rappresentare la violazione del principio di uguaglianza e la lesione dei propri diritti, hanno chiesto un incontro con: i Presidenti e Vice Presidenti dei gruppi politici di maggioranza, On. Francesco D’uva, On. Riccardo. Molinari, On. Francesco Silvestri e On. Fabrizio. Cecchetti; i sottosegretari di Stato del Ministero dell’Interno, On. Nicola Molteni e On. Carlo Sibilia; il Presidente della Camera dei Deputati On. Roberto Fico; il Ministro dello sviluppo economico e Vice Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Luigi Di Maio.
LA PROTESTA
Incredulità, delusione e una grande amarezza queste le prime reazioni di migliaia di ragazze e ragazzi che aspiravano di diventare Agenti della Polizia di Stato.
Il Senato della Repubblica ha approvato un emendamento che se sarà confermato alla Camera dei Deputati vedrà ESCLUSE delle eccellenze per il MERITO.
A titolo esemplificativo il primo della graduatoria NON RIENTRERÀ’ nonostante il punteggio 9.6 conseguito nel concorso del 2017 (da dove sceglieranno quelli che saranno chiamati per completare le ulteriori prove ).
E’ ABERRANTE lo sconvolgimento di una graduatoria a causa del cambiamento improvviso dei REQUISITI dell’eta’ e del titolo di studio entrati in vigore successivamente al bando di concorso. CONTRADDITTORIA condotta con i precedenti scorrimenti attuati per lo stesso concorso per le discriminazioni e la disparità di trattamento.
Una PALESE INGIUSTIZIA che fa risultare evidente la complicità di alcuni politici che hanno sostanzialmente delegato ad altri la loro funzione di LEGISLATORE e AVALLATO una SCELTA del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, una INTERPRETAZIONE di
alcuni FUNZIONARI che costerà all’erario e quindi per assurdo agli stessi cittadini famigliari e ragazzi milioni di euro per contrastare i ricorsi legittimi che i ragazzi “ buttati fuori” saranno costretti ad attivare con enormi spese legali e ulteriori sacrifici personali. L’ANIP- ITALIA SICURA prende le distanze da questa Polizia di Stato discriminatoria e che non rispetta le regole, ingerisce sulla politica e interferisce sulle libertà e i diritti costituzionali. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà – dichiara il Segretario Generale Nazionale dott. Flavio Tuzi- alle ragazze e ragazzi che stanno cercando di far comprendere l’irreparabile danno che subiranno. Siamo fieri ed onorati di sostenerli nella loro battaglia per il loro diritto e che stanno dimostrando una preparazione e civiltà unica che la Polizia di Stato perderà se non dovessero cambiare le cose nei prossimi giorni. Un onta sociale che Noi poliziotti dell’ANIP -ITALIA SICURA denunciamo come vergognosa e non appartenente al nostro essere poliziotti.
Lanciamo comunque un appello al Capo della Polizia a cui riconosciamo un grande spirito riformista ma ci permetta con tutta la stima è il rispetto, forse mal consigliato dal suo ufficio legislativo, questa volta ci ha deluso e qualcuno sta prendendo un grande abbaglio. Con la stessa franchezza e forza affermiamo la grande delusione anche nei confronti di una forza politica che non garantisce i diritti di chi si sia guadagnato sul campo rispetto con il merito inequivocabilmente riconosciuto da una graduatoria pubblica.
Una grande INGIUSTIZIA che poteva essere EVITATA facendo scorrere semplicemente la graduatoria e che lascerà il segno in questi ragazzi che sono il futuro della nostra ITALIA ma forse non saranno poliziotti e non guarderanno più la Polizia di Stato come emblema di Giustizia e Legalità e così le loro famiglie e i loro figli. Se si verificherà questa ingiustizia sarà una sconfitta dello Stato che non potrà essere cancellata.

