Nessun abuso edilizio per la cugina omonima dell’ex sindaco di Boscotrecase Agnese Borrelli. I sei paletti metallici all’interno di un’area di pertinenza della sua abitazione furono installati semplicemente per delimitare la proprietà.
E’ quanto hanno stabilito i Giudici della Terza Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (presidente Donadono) che si sono espressi in merito al ricorso presentato da Agnese Borrelli nei confronti del Comune di Boscotrecase.
Nello specifico, Agnese Borrelli ha impugnato l’ordinanza di demolizione (la n° 63 del 24 ottobre 2018) per la parte in cui revoca solo parzialmente la precedente ordinanza di demolizione (n° 48 del 24 agosto 2018) confermando l’ordine demolitorio relativamente all’installazione di 6 paletti metallici e alla posa in opera della pavimentazione di un’area di circa 35 metri quadrati.
Nel ricorso presentato al Tribunale amministrativo, Borrelli fa presente che “l’installazione dei paletti metallici, senza opere murarie e finalizzati ad una recinzione, non richiederebbe il permesso di costruire; per la sostituzione dei paletti preesistenti sarebbe stata presentata apposita CILA (protocollo n° 6323 dell’8 agosto 2017)”.
Su tali basi il Tar accolto il ricorso di Agnese Borrelli.
“La posa di sei paletti infissi nel suolo – scrivono i giudici amministrativi -, destinati a sorreggere una recinzione di rete metallica senza opere murarie, costituisce un manufatto di limitato impatto urbanistico e visivo, essenzialmente destinato al solo scopo di delimitare la proprietà per separarla dalle altre, per cui l’intervento non richiede il rilascio di un permesso di costruire, fatta salva ovviamente l’osservanza dei vincoli paesaggistici”.
Per quanto riguarda l’opera di pavimentazione, si legge ancora nella sentenza, “un’area esterna di modesta estensione neppure è di per sé soggetta al permesso di costruire salvo che non comporti una trasformazione urbanistica del suolo ed un cambio della sua destinazione, sempre ferma restando l’osservanza dei vincoli paesaggistici”.
Su tali basi, il ricorso è stato accolto.

