A Buccino, la BCC promuove l’evento “Impresa Giovani” – interviste

Un incontro e un confronto per dar voce ai giovani imprenditori del territorio

Buccino, nel pomeriggio di sabato 17 novembre, nell’Aula Consiliare “F.R. Gerbasio” del Comune, si è tenuto l’incontro di formazione “Impresa Giovani”. L’iniziativa, organizzata dal “Giovani Soci – BCC Buccino Comuni Cilentani”, mira ad avvicinare i giovani al mondo bancario, oltre che informandoli, anche formandoli, su come fare un’impresa di successo e sulle opportunità che laBCC Buccino Comuni Cilentani, con l’esperienza e la competenza maturata negli anni, può offrire al territorio. In special modo, attraverso la moderazione di Barbara Maurano, Presidente del Club Giovani Soci BCC, i presenti hanno dialogato con esperti del settore su microcredito, PSR e strumenti di finanza agevolata. La giornata è stata da stimolo per far sì che i giovani abbiano proposto ed esposto le proprie idee per uno sviluppo concreto. A tal proposito, l’incontro è stato strutturato con una formula “social” e innovativa per garantire un’interazione reale e fattiva. Nel corso dell’incontro sono stati proiettati videoclip con le testimonianze di giovani imprenditori che hanno raccontato le loro esperienze e i loro progetti aziendali. Dopo i saluti istituzionali di Nicola Parisi, Sindaco di Buccino, della Prof.ssa Rosangela Lardo, D.S. Istituto Comprensivo di Buccino, e della Dott.ssa Adele Lagi, funzionario di zona MBAAC, hanno fatto seguito le relazioni dei rappresentanti della BCC Buccino Comuni Cilentani: Lucio Alfieri, Presidente, Giuseppe Tuozzo, Vicepresidente, Salvatore Angione, Direttore Generale, Giuseppe Mattia, Responsabile Crediti Speciali. Le conclusioni della giornata sono state affidate al Dott. Antonio Botti, Professore Associato di Economia e Gestione delle Imprese – Dipartimento di Scienze Aziendali – Management & Innovation Systems/DISA-MIS. Un’area social per intervistare e coinvolgere i ragazzi è stata opportunamente allestita per l’occasione. A conclusione del particolare e interessante evento, è stato organizzato un momento di quiz con interazione multimediale sui temi trattati. Gli eventi, come quelli di questa sera – sottolinea Salvatore Angione  vanno nella direzione di concorrere a migliorare l’educazione da un punto di vista finanziario. Il progetto, che porteremo avanti nei prossimi mesi, vuole essere un messaggio soprattutto per le nuove giovani generazioni di cambiamento, cambiare il modo di pensare di come fare impresa. Da tempo si parla di industria 4.0, della quarta rivoluzione industriale e anche i nostri giovani devono puntare su quelli che sono i ‘drivers’ più importanti nell’ambito dell’economia locale e, uno di questi, sicuramente, è l’interconnessione: sfruttare quella che è l’evoluzione delle tecnologie, per cui, oggi, può rappresentare un vantaggio anche intraprendere un’iniziativa all’interno dei nostri territori, ma pensando che il modo di fare impresa è cambiato, in maniera netta, rispetto al passato. Vogliamo aiutare i nostri giovani ad intraprendere, a sviluppare, idee che possono essere sostenibili nel tempo, creare valore per loro e per il territorio e cercare, quindi, di affermarsi nelle comunità di riferimento, anziché migrare in altri luoghi per trovare delle soddisfazioni di carattere anche professionale.” A fine evento, il Presidente Lucio Alfieri ha sintetizzato gli intenti che hanno reso necessario quest’incontro: “Questo primo appuntamento a Buccino, segue un incontro precedente tenutosi ad Agropoli sulle iniziative all’interno delle attività che vengono svolte dalForum dei Giovani Soci. La nostra banca, che è sempre vicina ai problemi dei giovani, del territorio, ha voluto creare quest’occasione per poter far conoscere alcune opportunità che sono date dal microcredito, piuttosto, che da attività della banca che, però, presuppongono la possibilità di un incontro tra banca, istituzioni, giovani imprenditori perché attraverso la conoscenza di questi strumenti e delle opportunità PSR ma, ripeto, potremmo indicarne anche altri, c’è la possibilità di far conoscere questi strumenti, che forse sono gli unici per i giovani per mettersi in discussione, per creare delle attività che possano, poi, far crescere il nostro territorio. Noi vorremmo invertire un po’ quello che è stato sempre un discorso sbagliato rispetto anche alla finanza agevolata, cioè, l’intervento e la possibilità di interessarsi a un progetto sulla base del finanziamento. Invece vorremmo ribaltare, cioè, premesso che ci sono degli attrattori di risorse che possono essere più capaci di produrre reddito e di produrre un’azienda economicamente buona, che sono, ripeto, turismo, agricoltura, artigianato ed altre attività partendo da questo. Se ci sono dei giovani che hanno idea su questi settori, occorre capire in che modo poter avere una agevolazione, oppure, poter avere degli strumenti, dell’opportunità. Dobbiamo, appunto, mettere al centro l’idea, dopodiché, ci sono degli strumenti che permettono all’idea di essere efficace. Questa sera, vogliamo proprio mettere a disposizione la nostra esperienza, la nostra capacità di assistenza, anche l’entusiasmo dei giovani per colloquiare, per capire che cosa si può provare di buono per le nostre comunità. Le testimonianze di questa servono – continua il Presidente Alfieri – perché non ci sono buone idee o cattive idee, oppure, buone imprese o cattive imprese. C’è la possibilità di fare una buona impresa, cioè, non è a prescindere, oppure, c’è un discorso di carattere generale: l’impresa diventa di successo quando è strutturata bene, c’è un buon imprenditore, ci sono le capacità economiche-finanziarie, ci sono buone manovalanze. E’ un discorso un poco più complesso: se la stessa azienda, nello stesso settore, in alcuni casi è un’azienda di successo e in altri no, bisogna capire il perché, quindi, non è il settore che è in crisi, quindi, noi quello che possiamo fare, è cercare di capire quale è stato l’elemento che ha portato al successo e ripeterlo per dare la possibilità che quella buona impresa venga imitata o, comunque, venga presa in considerazione anche da altri. Riteniamo che là dove si può andare a standardizzare alcuni comportamenti virtuosi, probabilmente riusciamo meglio a dare delle opportunità ai nostri ragazzi e, soprattutto, a far capire che quell’attività è meno rischiosa. Ecco, quindi, che le esperienze servono per far capire che anche nel nostro sud, nel nostro territorio: ce la possiamo fare.

                                                                                        Quintino Di Vona