Pompei, porte aperte e case chiuse. Pepe (Cisl Mibac): “Mancano personale e sicurezza”

“Al Parco Archeologico di Pompei  occorrono almeno altre 700 unità di personale, in pianta stabile, ormai è carenza di personale in tutti i siti”.

Lo sostiene il responsabile territoriale della Cisl Mibac, Antonio Pepe, che poi aggiunge: “Abbiamo riscontrato che il Ministro Bonisoli è pieno di buone intenzioni, a partire dalle assunzioni di personale, speriamo però che gli annunci, fatti a più riprese, si trasformino in fatti concreti. A Pompei c’è carenza di personale in tutti i profili anche se l’evidenza ricade in particolarmente sul personale di custodia, tant’è che spesso l’Amministrazione è costretta ad alternare l’apertura delle domus agibili”.

Poi ancora: “È impegnativo tutelare un’area archeologica di 660.000 metri quadrati, escludendo uffici ed area pomeriale, con una media di 22 custodi per turno, particolarmente nelle giornate di ingresso gratuito, figuriamoci la prima domenica del mese, giornata di ingresso gratuito,  coincide con ricorrenze come la 1° domenica di ottobre dedicata per la Supplica alla Madonna di Pompei, oppure con la domenica di Pasqua o del 1° maggio, quando alle migliaia di visitatori giornalieri si affiancano le migliaia di pellegrini che approfittando dell’occasione si riversano nell’area archeologica.

Alla cronica carenza di Personale di Vigilanza, necessaria a assicurare la sicurezza e la fruibilità degli edifici dell’area archeologica di Pompei, si affianca l’esigenza di personale afferente ad altri profili professionali indispensabili per garantire la tutela, come Assistenti Tecnici, Restauratori e Operai da adibire ai lavori di manutenzione ordinaria, essenziale per assicurare la conservazione di mosaici, affreschi, stucchi e di edifici antichi, già oggetto di interventi straordinari”.

In modo esemplificativo, “si rappresenta la difficoltà nel garantire la sicurezza dell’area archeologica di Pompei a causa della carenza del personale di vigilanza, impegnato mediamente a salvaguardare un’area di circa 30mila metri quadrati. Un’area già di grande estensione viene quotidianamente raddoppiata o triplicata quotidianamente, a molti custodi, a causa dell’assenza del personale per ferie o per riposo settimanale, tant’è che si è costretti ad assegnare a molti custodi fino a tre zone di guardia, anche in presenza di un alto numero di visitatori, una ir-responsabilità che credo superi di 50 volte i parametri di lavoro ordinario. Prospettiamo che per assicurare la vigilanza e garantire la tutela dell’intero Parco Archeologico di Pompei, occorrerebbero almeno altre 700 unità di personale in pianta stabile”.