Il 29 maggio la Chiesa ricorda San Paolo VI, al secolo Giovanni Battista Montini, pontefice dal 1963 al 1978. Nato a Concesio, in provincia di Brescia, nel 1897, fu eletto papa il 21 giugno 1963, succedendo a Giovanni XXIII, e portò a termine il Concilio Vaticano II, imprimendo alla Chiesa una spinta decisiva verso il rinnovamento e l’apertura al mondo moderno.
Uomo di grande cultura, spiritualità e discrezione, Paolo VI affrontò con coraggio le sfide del suo tempo: la secolarizzazione, le tensioni politiche, i movimenti sociali e le nuove esigenze della pastorale. Fu il primo Papa a viaggiare nel mondo moderno, visitando Terra Santa, Africa, Asia, Oceania e le Americhe, promuovendo il dialogo ecumenico e interreligioso.
Tra i documenti più noti del suo pontificato vi è l’enciclica “Humanae Vitae” (1968), in cui ribadì la visione cristiana del matrimonio e della procreazione, suscitando ampi dibattiti. Fu anche autore della splendida esortazione “Evangelii Nuntiandi” (1975), testo fondamentale per la missione evangelizzatrice della Chiesa contemporanea.
Morì il 6 agosto 1978 a Castel Gandolfo. È stato canonizzato il 14 ottobre 2018 da Papa Francesco.
San Paolo VI è considerato il Papa del dialogo, della modernità e del Concilio. Il suo pontificato, segnato dalla fedeltà al Vangelo e dall’amore per la Chiesa, rappresenta un ponte tra la tradizione e le sfide della contemporaneità. Con il cuore di un pastore e l’intelligenza di un riformatore, ha lasciato un’eredità ancora attualissima.

