Il 25 aprile la Chiesa celebra la memoria di San Marco Evangelista, autore del secondo Vangelo e figura centrale del cristianesimo delle origini. Uomo di fede, discepolo degli Apostoli e instancabile annunciatore del Vangelo, San Marco è ricordato per il suo stile essenziale e diretto, che ancora oggi parla con forza al cuore dei credenti.
Secondo la tradizione, Marco nacque a Gerusalemme da una famiglia ebrea e fu stretto collaboratore di San Pietro, che lo chiamava affettuosamente “figlio mio” nella sua prima lettera (1Pt 5,13). Proprio dai racconti di Pietro Marco avrebbe tratto ispirazione per redigere il suo Vangelo, il più breve tra i quattro, ma anche il più intenso e concreto, con uno stile narrativo rapido e incisivo.
Marco accompagnò anche San Paolo e Barnaba nel primo viaggio missionario, e in seguito si dedicò all’evangelizzazione di Alessandria d’Egitto, dove secondo la tradizione fondò la comunità cristiana locale, che sarebbe poi diventata uno dei più importanti centri del cristianesimo antico. Fu proprio ad Alessandria che Marco trovò il martirio, intorno all’anno 68, per mano di pagani contrari alla diffusione del Vangelo.
Le sue reliquie furono traslate a Venezia nel IX secolo, e da allora San Marco è il patrono della città lagunare, che lo venera con grande solennità nella basilica a lui dedicata in Piazza San Marco, uno dei luoghi simbolo dell’Italia intera.
San Marco Evangelista è il patrono anche degli scrittori, dei notai e dei viticoltori. Il suo simbolo è il leone alato, immagine potente della regalità e della forza del Vangelo, che ancora oggi campeggia sul gonfalone della Repubblica di Venezia.

