L’11 ottobre la Chiesa celebra San Giovanni XXIII, il “Papa buono”, una delle figure più amate e significative del Novecento. Con il suo sorriso semplice e la sua fede profonda, Giovanni XXIII ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della Chiesa e del mondo.
Angelo Giuseppe Roncalli nacque il 25 novembre 1881 a Sotto il Monte, in provincia di Bergamo, in una famiglia contadina numerosa e povera, ma ricca di fede. Ordinato sacerdote nel 1904, fu segretario del vescovo di Bergamo e successivamente delegato apostolico in Bulgaria, Turchia e Grecia, dove si distinse per la sua capacità di dialogo e la sua umanità.
Durante la Seconda guerra mondiale, aiutò molti ebrei a sfuggire alle persecuzioni, fornendo visti e documenti falsi: un gesto che rivelò la sua profonda compassione e il suo spirito evangelico.
Eletto papa il 28 ottobre 1958, quando aveva già 77 anni, molti pensavano che sarebbe stato un pontefice di transizione. In realtà, Giovanni XXIII stupì il mondo aprendo una nuova stagione per la Chiesa.
Il suo pontificato, seppur breve, fu rivoluzionario: il 25 gennaio 1959 annunciò il Concilio Vaticano II, con l’intento di “aprire le finestre della Chiesa per far entrare aria nuova”.
Il Concilio, iniziato l’11 ottobre 1962, avrebbe rinnovato profondamente la vita della Chiesa, promuovendo il dialogo con il mondo moderno, con le altre religioni e con chi è lontano dalla fede.
San Giovanni XXIII conquistò i cuori dei fedeli con la sua mitezza, semplicità e calore umano. Le sue parole più celebri, pronunciate nel celebre “discorso alla luna” del 1962, restano un simbolo della sua paternità spirituale:
“Tornando a casa, troverete i bambini. Date una carezza ai vostri bambini e dite: questa è la carezza del Papa.”
Morì il 3 giugno 1963, dopo soli cinque anni di pontificato, lasciando un’eredità di amore, dialogo e speranza.
San Giovanni XXIII ci insegna che la vera riforma nasce dalla bontà e dall’ascolto, non dal giudizio. La sua figura rimane un faro di umanità e misericordia, un invito a costruire un mondo più fraterno e aperto alla pace.

