Ucciso perché cognato di un pentito. Dopo 18 anni CC e DDA fanno luce su vendetta trasversale

Venne ucciso con un colpo di pistola in pieno viso, per dare un messaggio chiaro a un collaboratore

di giustizia “eccellente”, quale era Pasquale Galasso. Fu vittima di una vendetta trasversale Fortunato Marano, cognato di Galasso, ucciso il 29 dicembre del 2001, a Poggiomarino (Napoli), mentre si stava recando a comprare frutta e verdura al mercato. A distanza di 18 anni i carabinieri di Torre Annunziata (Napoli) e la DDA hanno fatto luce sull’efferato omicidio e inchiodato alle loro responsabilità mandante e sicario a cui oggi e’ stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare.

A pianificare l’omicidio di Marano fu Pasqualino Garofalo, 58 anni, boss dell’omonimo clan vesuviano, che così voleva punire Galasso per le sue rivelazioni sullo stesso Garofalo e su suo fratello Ciro. Carmine Izzo, 47 anni, invece, risulta essere il sicario. Marano rifiutò il piano di protezione e continuò a vivere a Poggiomarino, dove poi venne ucciso.