Non ha scelto un luogo a caso, Corrado Cuccurullo. Per rispondere alle durissime accuse del Procuratore Nunzio Fragliasso e spiegare le ragioni delle sue dimissioni, il sindaco ha chiamato a raccolta la cittadinanza in piazza Giovanni XXIII, nel cuore del centro storico. A pochi passi da quel Palazzo Fienga che per decenni è stato il fortino della malavita e che oggi, sotto i colpi dei bulldozer, dovrebbe rappresentare la rinascita della città.
Proprio in quel luogo di confine tra passato criminale e speranza di futuro, Cuccurullo ha lanciato il suo contrattacco politico e morale.
Lo scontro con la Procura: “Responsabilità singole, non collettive”
Il fulcro del discorso è stato il netto rifiuto della narrazione emersa dopo le dichiarazioni del Procuratore Capo. Pur ribadendo il massimo rispetto per la magistratura, Cuccurullo non ha usato giri di parole per definire “gravi e ingiuste” le parole di Fragliasso sulle infiltrazioni mafiose nel Comune.
“Le responsabilità sono dei singoli e non possono essere distribuite indistintamente”, ha scandito il sindaco. “Se esistono ombre, vanno illuminate dove si trovano; se ci sono nomi, vanno fatti nelle sedi opportune. Non si può marchiare un’intera comunità nel giorno del suo riscatto”.
Secondo il primo cittadino, generalizzare il sospetto significa trasformare la lotta alla criminalità in una delegittimazione democratica che finisce per isolare ulteriormente Torre Annunziata.
Il j’accuse politico: “Consiglieri strumentali e vecchie logiche”
Ma il discorso di Cuccurullo non è stato solo una difesa istituzionale; è stato anche un durissimo atto d’accusa verso il panorama politico locale. Il sindaco ha denunciato l’esistenza di una “vecchia classe politica” che avrebbe remato contro il cambiamento fin dal primo giorno, trovando manforte in una macchina burocratica spesso ostruzionistica.
Particolarmente amaro il commento sui consiglieri comunali che hanno rassegnato le dimissioni sulla scia dello scandalo: “Non è stato un atto di coerenza politica, ma il tentativo di strumentalizzare la situazione”.
Cuccurullo ha poi marcato la differenza con il passato, lanciando una stoccata ai predecessori del suo stesso partito: “Io sono una persona perbene prestata alla politica e non sono attaccato alla poltrona. A differenza di chi mi ha preceduto, non mi vedrete mai ricandidarmi con lo schieramento opposto”.
Un futuro oltre la Camorra
In un passaggio toccante, Cuccurullo ha ricordato le condizioni difficili in cui l’amministrazione ha operato – sottolineando paradossalmente come la città non disponga nemmeno di un’aula consiliare – rivendicando però risultati concreti e documentabili.
Il messaggio finale è un appello all’orgoglio torrese: Torre Annunziata non può e non deve essere ridotta solo alla cronaca nera. È storia, cultura, mare e lavoro. “La città merita legalità, ma anche rispetto e sviluppo”, ha concluso, ribadendo che la sua battaglia non è contro la giustizia, ma per la salute della democrazia e per un equilibrio di poteri che non soffochi la speranza di una terra complessa.
Francesco Pio Scaramozza

