Oggi, 5 maggio, Torre Annunziata vive una giornata dal forte valore simbolico: prende il via l’abbattimento di Palazzo Fienga, struttura per anni associata al potere della criminalità organizzata sul territorio.
L’intervento arriva al termine di un lungo iter istituzionale, avviato con il sequestro e proseguito con lo sgombero e la successiva confisca definitiva dell’immobile. Solo dopo questi passaggi si è potuti arrivare alla fase operativa, preceduta da attività tecniche come la messa in sicurezza dell’area e la gestione dei sottoservizi.
Per decenni l’edificio è stato considerato un punto di riferimento per il clan Gionta, diventando nell’immaginario collettivo uno dei simboli più evidenti del radicamento della camorra in città. Proprio per questo la sua demolizione assume un significato che va oltre l’aspetto urbanistico.
L’abbattimento rappresenta infatti un passaggio concreto nel percorso di riappropriazione degli spazi da parte della comunità. L’area, una volta liberata, sarà destinata a progetti di riqualificazione urbana, con l’obiettivo di creare luoghi pubblici fruibili dai cittadini.
Alla partenza dei lavori partecipano istituzioni locali e forze dell’ordine, a sottolineare il valore dell’iniziativa non solo sul piano amministrativo, ma anche su quello sociale e civile.
Con l’avvio delle ruspe, Torre Annunziata segna così un momento di discontinuità: la fine di un simbolo legato alla criminalità e l’inizio di una nuova fase orientata alla legalità e alla rigenerazione del territorio.

