“Intelligenza Artificiale e Dieta Mediterranea” è stato il convegno organizzato dall’Associazione Cilento Domani Arte e Cultura Mediterranea APS, tenutosi nella mattinata di giovedì 12 dicembre, nell’auditorium dell’Istituto “Alfonso Gatto” di Agropoli e che ha beneficiato del supporto di vari enti come Regione Campania, Parco Nazionale del Cilento Vallo Diano Alburni, ed in particolare della BCC Magna Grecia.
L’Associazione Cilento Domani, per il terzo anno, nell’ambito del “Festival SCIENTIA”, ha ritenuto importante coinvolgere i giovani studenti su temi di attualità scegliendo per quest’edizione l’Intelligenza Artificiale (IA) nel suo significato generale e nelle sue applicazioni nel settore agricolo e la correlazione con le coltivazioni tradizionali utili per la tutela della “Dieta Mediterranea”.
I recenti sviluppi dell’IA e della robotica possono trasformare in modo radicale diversi processi di produzione agricola nella direzione di una agricoltura sostenibile, in accordo con quanto raccomandato da più obiettivi dell’Agenda 2030. Le nuove tecnologie possono rendere più autonomi i processi di coltivazione aumentandone la resa, offrendo prodotti in maggiore quantità per garantire cibo alla popolazione mondiale e di migliore qualità, minimizzando l’utilizzo di sostanze chimiche come fertilizzanti, erbicidi e pesticidi, e ottimizzando l’uso della risorsa acqua.
Tutto questo va conciliato con la tradizione cilentana, con i metodi di coltura adottati dai nostri antenati e trasmessi ai contadini di oggi; e proprio i piccoli agricoltori che sono i depositari di una cultura agricola primordiale, hanno meticolosamente conservato sementi, piante autoctone che possono fare la differenza nella qualità dei prodotti che ogni giorno utilizziamo.
In questo complesso mondo della IA applicata all’agricoltura si innesta un ulteriore argomento di studio: il posizionamento della “Dieta Mediterranea” rispetto a queste nuove tecnologie di conduzione dei terreni e delle colture. Molti popoli risiedono sulle coste del Mediterraneo con grandi differenze etniche, culturali, religiose, economiche e politiche, le quali possono aver influito sulla quantità e sulla qualità dell’alimentazione. Per questo l’identificazione di elementi dietetici comuni ha rappresentato una sfida per gli studiosi.
Data la grande varietà delle abitudini gastronomiche dei paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo e le loro variazioni nel corso della storia, si è ritenuto di dover riservare il termine di “Dieta Mediterranea”, in senso stretto, alle abitudini alimentari associate a esiti più salutari in alcune località dell’isola di Creta e dell’Italia meridionale, cioè quelle studiate da Ancel Keys; e poiché il principale apporto di grassi di quei gruppi sociali veniva dall’olio d’oliva, il modello dietetico è stato esteso ad includere le diete consumate nei paesi mediterranei produttori di olive.
Lo scopo del convegno è stato quello di approfondire, attraverso un dibattito scientifico, le possibili correlazioni tra l’IA e la “Dieta Mediterranea” e quanto la ricerca ha già fatto per conciliare la qualità ed il gusto mediterraneo di tanti prodotti, con la necessità di regolare le produzioni entro un range di programmazione che consenta una lavorazione robotizzata e monitorata.
Il territorio della Piana del Sele è proiettato verso l’utilizzo di tecnologie che sono regolate dall’IA ma a quale prezzo rispetto alla salvaguardia delle nostre produzioni tradizionali?
Al tavolo dei relatori, dopo i saluti istituzionali di Roberto Mutalipassi, Sindaco di Agropoli, Giuseppe Coccorullo, Presidente del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano Alburni, del Prof. Angelo Mantione, 1° collaboratore del Dirigente Scolastico dell’ “Alfonso Gatto”, e Giovanni Pico, vicepresidente dell’ “Associazione Cilento Domani”, sono intervenuti il Prof. Fabrizio Sarghini, Ordinario di Meccanica Agraria del Dipartimento di Agraria di Portici – Università Federico II di Napoli, Anna Nigro, Presidente Biodistretto Cilento, e, infine, Emilio Buonomo, Presidente IN.N.E.R. (International Network of Eco Regions), che con i propri strumenti di conoscenza e attraverso le competenze didattiche hanno delineato una panoramica approfondita dello stato attuale della ricerca, dando così risposte concrete ai dubbi ed alle curiosità degli studenti, rappresentati delle scuole ITC “Vico De Vivo”, Scuola Media “Gino Rossi Vairo”, alcuni allievi del liceo ospitante “Alfonso Gatto” ed un nutrito gruppo di ragazzi dell’Istituto Agrario di Gromola di Capaccio-Paestum.
I tre relatori hanno saputo rimarcare bene le possibilità di utilizzo delle tecnologie moderne anche su estensioni di territorio limitate, come è caratteristico delle proprietà contadine del Cilento e Vallo Di Diano, la capacità dei droni di acquisire dati per favorire un miglior impianto produttivo, la necessità del loro utilizzo per i trattamenti mirati anche con prodotti che rispettano il BIO ma allo stesso tempo tengono lontani i lavoratori da inalazioni accidentali, fermo restando la tutela della nostra biodiversità che rende la dieta mediterranea fonte di longevità.
Anna Maria Torre, Presidente di Cilento Domani APS ha aperto attraverso questo tema un dibattito che speriamo coinvolga, in seguito, la comunità, oggi maggiormente attenta alla propria salute ed ai benefici di una equilibrata dieta mediterranea.

