Il messaggio lanciato da Emanuele Filiberto alla vigilia dell’ultima giornata di campionato non è un semplice incoraggiamento sportivo, ma un vero e proprio manifesto d’identità per il Savoia e per l’intera Torre Annunziata. Con un tono che mescola l’orgoglio del club alla resilienza storica della città, il Principe ha descritto un’annata di “trincea”, segnata da ostacoli, porte chiuse e momenti di scarsa chiarezza, che tuttavia non hanno scalfito la determinazione del popolo biancoscudato.
Il nucleo del suo discorso risiede nel superamento del dolore e delle ferite del passato: domenica non si scende in campo solo per una promozione, ma per rivendicare una dignità mai persa e per trasformare un’attesa lunga 26 anni in una realtà solida e duratura. Esortando i tifosi a convertire la fatica in orgoglio e la storia in futuro, Filiberto ha chiarito che il ritorno in Serie C non deve essere vissuto come un sogno passeggero, ma come una conquista di forza e continuità.
“I sogni non si raccontano, si conquistano”, ha concluso il Principe, compattando l’ambiente in un unico blocco pronto a scrivere, finalmente, una pagina nuova per il calcio torrese.

