Il referendum sulla giustizia si chiude con la vittoria del No, che prevale sul Sì al termine dello scrutinio delle schede.
Secondo i dati ormai consolidati, il risultato vede il No avanti con circa il 54%, contro il 46% del Sì, confermando quanto emerso già dagli instant poll e dalle prime proiezioni.
L’affluenza finale si attesta intorno al 58-59%, un dato significativo che segna una partecipazione più alta rispetto a molte consultazioni degli ultimi anni.
Trattandosi di un referendum costituzionale confermativo, non era previsto quorum: il risultato è quindi valido indipendentemente dal numero dei votanti.
Con la vittoria del No, la riforma della giustizia viene respinta e non entrerà in vigore.
Le reazioni politiche
“Rispetto la decisione degli italiani, andremo avanti”: così la presidente del Consiglio ha commentato a caldo l’esito del voto, escludendo conseguenze immediate per il governo.
Dall’opposizione arrivano invece commenti di segno opposto, con il risultato interpretato come una bocciatura della riforma e, più in generale, della linea dell’esecutivo. I partiti contrari al progetto hanno sottolineato come il voto rappresenti un segnale politico chiaro da parte degli elettori.
Sul fronte della maggioranza, il risultato viene letto come una battuta d’arresto su uno dei temi centrali dell’azione di governo, pur senza aprire al momento scenari di crisi.
Nelle prossime ore sono attese ulteriori dichiarazioni dei principali leader politici, mentre il confronto si sposterà sulle conseguenze del voto e sulle possibili iniziative future in tema di giustizia.

