Referendum giustizia, Nordio: “Mi assumo la responsabilità politica”. Difesa su Bartolozzi

All’indomani della bocciatura della riforma della giustizia, arrivano le prime reazioni dal governo. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha riconosciuto il peso politico della sconfitta, rivendicando però la scelta fatta.

“La riforma porta il mio nome, mi assumo la responsabilità politica”, ha dichiarato, sottolineando come eventuali errori siano da attribuire anche alla sua impostazione.

Nonostante l’esito del referendum, il Guardasigilli ha escluso l’ipotesi di dimissioni, ribadendo la volontà di andare avanti con l’azione di governo.

Nel suo intervento, Nordio ha anche puntato il dito contro la magistratura associata, sostenendo che ci sarà una “forte pressione politica” e definendo l’esito del voto una “vittoria dell’Anm”.

Il ministro ha poi difeso apertamente la capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, finita al centro delle polemiche durante la campagna referendaria. “La sua posizione non è in discussione”, ha chiarito, respingendo le richieste di dimissioni avanzate dalle opposizioni.

Le dichiarazioni di Bartolozzi avevano infatti acceso un duro scontro politico, con critiche da parte di diverse forze parlamentari e la reazione dell’Associazione nazionale magistrati.

Il risultato del referendum apre ora una nuova fase nel confronto sulla giustizia, con il governo chiamato a ridefinire la propria strategia dopo la bocciatura di uno dei provvedimenti centrali dell’agenda politica.