Dopo aver ascoltato un noto imprenditore di Castellammare di Stabia, finito a processo in quanto accusato di aver imposto l’acquisto del latte ai commercianti dell’area stabiese e delle zono limitrofe nell’ambito dell’inchiesta Olimpo, l’attenzione dell’Accusa si è spostata su alcuni esponenti dei clan di Castellammare, Pompei e Monti Lattari.
In particolare, questa mattina è stato ascoltato il commercialista che, all’epoca dei fatti, fu incaricato dai carabinieri di visionare i conti della Engy Service srl, di proprietà di Antonio Martone, imputato nel processo, e di verificare i rapporti tra a stessa società e alcuni autotrasportatori del mercato dei fiori di Pompei.
“Nello specifico – racconta il professionista ai giudici della Prima Sezione penale del Tribunale di Torre Annunziata -, abbiamo verificato alcuni trasportatori e le relative documentazioni nel periodo dal 2012 al 2016. La Engy Service svolgeva attività di trasporto ed è stato poi accertato che effettuava attività di intermediazione”.
“Approfondendo l’attività della Engy Service – spiega ancora il commercialista -, ho notato che i fatturati rispetto agli altri operatori erano significativi. Un milione di euro nel 2016 per arrivare poi a 2 milioni di euro nel 2018. In particolare, è emerso che l’azienda si era sostituita agli stessi operatori commerciali”.
Il professionista ricostruisce in aula il volume d’affari della società: “Ogni carrello di fiori costava 150 euro, di cui 130 all’autotrasportatore e 20 euro alla Engy”.
Engy Service che, un anno fa circa, finì nel mirino di Carabinieri e Guardia di Finanza di Torre Annunziata. Un sequestro preventivo di tutte le quote societarie e di tutti i beni riconducibili alla società.
Secondo le indagini, la Engy Service si era imposta come interlocutore unico tra autotrasportatori e commercianti, ricoprendo il ruolo di intermediazione e alterando le dinamiche di mercato, impedendo che di volta in volta venissero stabilite modalità e commissioni sulle vendite.

