“Non ho mai rifiutato alcun invito di confronto pubblico con il mio avversario che, come diceva Gandhi, ‘dovrebbe imparare a parlare solo quando è davvero convinto di migliorare il silenzio’. Il candidato Caccuri mente sapendo di mentire”.
Non tarda ad arrivare la replica di Raffaele La Marca, candidato presidente al Forum dei Giovani i Pompei con la lista #Fatecilargo e Largo ai Giovani, accusato dal suo avversario, Salvatore Caccuri, di non volere il confronto pubblico.
In presenza del sindaco Pietro Amitrano – aggiunge La Marca -, che ne è testimone, ho semplicemente affermato che il mio confronto pubblico ha avuto luogo, ogni giorno, per la strada con i giovani pompeiani. Io incontro ogni giorno decine di ragazzi per strada e nelle scuole. Non amo incontri organizzati con la claque come, invece, è abituato il candidato Caccuri. Io quello che ho da dire non devo dirlo in una stanza chiusa con il “suo” pubblico. Ma guardando i ragazzi negli occhi mettendoci la faccia e il mio nome. Per quel che concerne le affermazioni diffamatorie che, il candidato Caccuri ha mosso nei miei confronti, ho già dato mandato al mio legale”.
A sostenere con forza le affermazioni di Raffaele La Marca ci pensano i candidati della lista #Fatecilargo e Largo ai Giovani.
“Noi crediamo che non si possa avere un confronto politico serio, con chi interpreta la democrazia sedersi nell’ufficio del primo cittadino per un incontro e andare via urlando in maniera maleducata con atteggiamenti caratterizzati da superbia e presunzione. Preferiamo non riportare le parole pronunciate dal candidato Salvatore Caccuri, durante la sua uscita eclatante perché creeremmo troppa indignazione”.
Poi ancora: “Stiamo cercando di fare la nostra campagna elettorale seguendo il nostro percorso, sperando di non dover più rispondere ad altre infamanti accuse o provocazioni come in questo caso. Detto ciò, colgo l’occasione ora, considerando il silenzio elettorale della giornata di domani, per augurare buon voto a tutti i giovani ragazzi di Pompei. A questi noi chiediamo di sostenerci perché siamo fatti di un’altra pasta, noi alle loro provocazioni rispondiamo in maniera educata e sportiva, contraddistinguendoci: ‘Che vinca il migliore’”.

