Monaldi: impossibile nuovo trapianto, il piccolo passa alle terapie per alleviare le sofferenze

Il bambino di due anni ricoverato all’Ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di cuore che non ha avuto esito positivo inizierà ora un percorso terapeutico finalizzato ad alleviare le sofferenze. Dopo che il comitato di esperti ha escluso la possibilità di un secondo intervento chirurgico, le cure saranno orientate alla gestione del dolore e alla sospensione di trattamenti considerati non più utili dal punto di vista clinico.

La scelta rientra nel percorso di pianificazione condivisa delle cure, previsto dalla normativa vigente, e viene adottata nei casi in cui non vi siano più prospettive di guarigione. Non si tratta di eutanasia, ma di un approccio medico che punta a evitare l’accanimento terapeutico, concentrandosi sul sollievo del paziente e sul rispetto della sua dignità.

Il piccolo era stato sottoposto a trapianto nel mese di dicembre, ma il nuovo cuore non aveva mai ripreso a funzionare correttamente. Le sue condizioni sono progressivamente peggiorate fino alla decisione, comunicata nei giorni scorsi, di non procedere con un secondo trapianto perché ritenuto non sostenibile dal punto di vista clinico.

La famiglia, affiancata dai medici e dai consulenti, ha condiviso il nuovo percorso terapeutico. Nei prossimi giorni sarà avviata la pianificazione dettagliata delle cure palliative, con l’obiettivo di garantire al bambino la massima assistenza possibile in questa fase estremamente delicata.

La vicenda continua a suscitare profonda commozione, mentre resta aperta l’attenzione sulle verifiche relative all’intero iter clinico. Oggi, però, il focus si sposta su un unico obiettivo: accompagnare il piccolo con cure adeguate e nel massimo rispetto della sua dignità.