Ministro Cingolani: “Transizione ecologica? Il tempo è un costo”

Roma. “I membri del governo stanno lavorando sia sulla semplificazione delle operazioni, sia sulla catena di permessi” lo ha dichiarato questa mattina il ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani in un tavolo di discussione sull’idrogeno e la transizione ecologica organizzato dal Sole 24 Ore. “Oggi perdere tempo è tanto dannoso quanto non fare le cose o farle male, il tempo è un costo e perderlo vuol dire sprecare denaro”.

Sulla decarbonizzazione la road map dell’Unione europea è chiara: per il 2050 il continente dovrà abbandonare completamente i combustibili fossili, la principale causa del riscaldamento globale, per passare a fonti di energia rinnovabili. Per raggiungere gli obiettivi il governo ha intenzione di realizzare progetti importanti, come l’istallazione di energie rinnovabili, potenziare la mobilità e adeguare le infrastrutture. Ma, secondo il Cingolani, bisogna farlo evitando i rallentamenti nella catena di permessi.

Il ministro, però, non è entrato nei dettagli tecnici del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che dovrà essere approvato entro il 30 aprile. “Per rispetto del Parlamento, devo prima discutere con le commissioni parlamentari interessate”, ha affermato Cingolani.

L’idrogeno è certamente una soluzione “degna di grandissima attenzione per il futuro”. I nodi da sciogliere di questa fonte di energia sono lo stoccaggio, la distribuzione e, soprattutto, i costi attuali, ancora troppo alti. Anche in questo caso la velocità è fondamentale. “La transizione ecologica ci deve portare nel più breve tempo possibile ad utilizzare l’idrogeno ad un prezzo congruo” -continua il ministro- “Le tecnologie ci sono, bisogna renderle convenienti economicamente ed affidabili”.

Sebastiano Santoro