Legge elettorale alla Camera, il voto finale sarà a scrutinio segreto

Sulla nuova legge elettorale, approdata oggi nell’Aula della Camera, il voto finale sarà a scrutinio segreto. Ad annunciarlo è stato il presidente di turno, Fabio Rampelli. A fronte della richiesta arrivata dalle opposizioni, il deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente di Montecitorio ha spiegato che saranno votati a scrutinio segreto tutti gli emendamenti con i requisiti previsti dal regolamento della Camera e così anche il voto finale.

Accolta così la richiesta formale, avanzata dai presidenti dei gruppi parlamentari del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Braga, Riccardo Ricciardi e Luana Zanella, che riguardava tutti gli emendamenti, gli articoli e il voto finale sul provvedimento.

Nella lettera inviata a Fontana, i capigruppo richiamavano gli articoli 51, comma 3, e 49, comma 1, del Regolamento della Camera, chiedendo che l’intero iter di votazione della proposta di legge n. 2822 e dei testi abbinati, recante disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, si svolgesse a scrutinio segreto.

Prima ancora delle pregiudiziali, e quindi dell’esame vero e proprio del provvedimento, il Pd ha sollevato la questione tutta regolamentare sul contingentamento dei tempi concessi ai gruppi per gli interventi, parlando di “disagio profondo”. A seguire si sono associati alla questione posta dai dem anche Avs, M5S, Italia Viva, Azione e +Europa.

Meloni: “Serve operazione verità, si voti a scrutinio palese”

“Oggi pomeriggio si voterà l’emendamento, proposto da Fratelli d’Italia e condiviso dai partiti della maggioranza, per introdurre le preferenze nella legge elettorale, come in molti, anche tra le opposizioni, hanno chiesto. A questo punto credo sia doverosa un’operazione verità, per capire se quei partiti che da tempo invocano la possibilità per i cittadini di scegliere i propri parlamentari lo facciano per convinzione o soltanto per prendersi gioco degli italiani. C’è un solo modo per scoprirlo: che l’emendamento venga votato a scrutinio palese e non con voto segreto”, scriveva sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un post sull’emendamento sulle preferenze alla nuova legge elettorale, prima dell’annuncio sullo scrutinio segreto.

Sfido le opposizioni a non chiedere il voto segreto. Ognuno si assuma la responsabilità del proprio voto e ci metta la faccia davanti agli italiani. Sì alle preferenze. No al voto segreto”, aveva concluso la premier.

Forza Italia voterà sì alle preferenze

Al termine della riunione dei gruppi di Forza Italia nella Sala Colletti alla Camera, dopo ampia discussione, sono emersi il parere favorevole e l’indicazione a votare sì all’emendamento sulle preferenze. “Ma quale passo indietro sulle preferenze, nessuna marcia indietro. Ci eravamo espressi a favore del testo originale. C’è stata questa proposta da Fdi, che è una proposta di compromesso” sul capolista bloccato e tre preferenze che “può essere accettabile – ha detto il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, lasciando la riunione – C’è tutto il centrodestra unito, lungi da noi l’idea di volerlo dividere. Quindi voteremo in Aula l’emendamento sulle preferenze”.

“La sinistra parla sempre e poi è lei che entra in crisi – ha affermato Tajani – Non c’è stata nessuna crisi della maggioranza sulle preferenze. E’ la sinistra che è in crisi, perché mi pare che il flop della manifestazione” a Napoli “l’hanno fatto loro…”. “Renzi e Calenda non li hanno voluti, li hanno contestati quelli della sinistra. Parlano di potere al popolo… Mi pare che in crisi è l’opposizione, non la maggioranza. Noi abbiamo sempre trovato l’accordo. Anche oggi lo abbiamo trovato”.

Se l’emendamento sulle preferenze alla fine non dovesse passare con il voto segreto, il governo e la maggioranza non sono a rischio. Il governo è solido, questa è una iniziativa parlamentare. Oggi abbiamo condiviso gli emendamenti alla legge elettorale, le preferenze sono un dettaglio della legge, non sono la legge… E’ stato tutto molto enfatizzato. L’obiettivo era ed è la stabilità che porta crescita economica, investimenti dall’estero e garantisce alle imprese di poter pianificare la loro attività”, ha detto ancora Tajani.

Temete i franchi tiratori del centrodestra in Aula sulla legge elettorale? “L’indicazione arrivata da Fi e la maggioranza è chiara”, ha replicato il leader azzurro. “Il centrodestra – ha assicurato – rispetterà l’indicazione”.

Tajani ha detto che “c’è un problema che riguarda le donne, ma io ho garantito comunque che le donne avranno ampia rappresentanza nelle liste. Mi sono preso l’impegno” davanti ai vertici del partito riuniti oggi alla Camera.

Lega: “Ok a emendamento Fdi-Nm-Udc”

Sì alle preferenze anche dalla Lega che ha convocato una riunione del gruppo per le 13.30 alla Camera. Una riunione dei gruppi convocata per avere un “chiarimento” sulla posizione favorevole della Lega all’emendamento sulle preferenze alla nuova legge elettorale, targato Fdi-Nm-Udc dopo giorni in cui il ‘no’, scandito a favore di microfoni e taccuini, sembrava granitico. A prendere la parola nel vertice, a quanto si apprende, sarebbero stati in tre: il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, il ministro Roberto Calderoli e il senatore Andrea Paganella, questi ultimi due gli uomini che Salvini ha delegato per seguire i lavori tra alleati sulla riforma elettorale. Tutti per illustrare un ragionamento molto semplice: si tratta del miglior compromesso per la Lega, quindi niente scherzi nel segreto dell’urna perché è in gioco la tenuta della maggioranza. All’uscita del summit leghista, però, Calderoli ha cercato di dribblare i cronisti. “Non lo so. La riunione? Non ho partecipato”, ha risposto a chi gli chiedeva se la Lega voterà l’emendamento sulle preferenze.

Vannacci: “Su preferenze prevale politica inciucio, ma voteremo emendamento Fdi-Nm-Udc”

Il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, in un video in sui social ha fatto sapere come voteranno i deputati del partito in Aula: “Anche sulle preferenze prevale la politica dell’inciucio, l’emendamento proposto da Fdi, Noi Moderati e Udc mantiene i capolista bloccati e lascia il potere nelle segreterie di partito, poi dà un contentino nelle posizioni successive. Noi non siamo d’accordo, vorremmo che tutti i parlamentari fossero eletti con le preferenze. Oggi però voteremo anche questo emendamento, perché è meno peggio, e manterremo il nostro che è per le preferenze pure, per ridare la sovranità al popolo. Vedremo chi crede nella democrazia e lo voterà”.

Fonte AdnKronos.com