I titoli di Stato italiani si tingono di verde. Infatti, mercoledì scorso, il ministero dell’Economia ha emesso per la prima volta 8,5 miliardi di euro di buoni del tesoro “green” per finanziare fino a 35 miliardi di spesa pubblica.
Il primo titolo di Stato green italiano ha raccolto una domanda molto forte, superiore agli 80 miliardi di euro, secondo quanto viene riferito da Ansa. Il titolo è stato, dunque, fiutato come un affare non solo per l’ambiente ma anche per l’economia. Il Btp green ha scadenza 30 aprile 2045 e tasso annuo dello 1,50%, pagato in due cedole semestrali.
La collocazione di questo primo Btp green è stata affidata dal Mef a un gruppo di banche – BNP Paribas, Crédit Agricole Corp. Inv. Bank, Intesa Sanpaolo S.p.A., J.P. Morgan AG e NatWest Markets N.V. – ed era rivolta agli investitori istituzionali, ma da più parti già si guarda all’opportunità di estendere il mercato delle prossime emissioni del titolo ai semplici risparmiatori.
Attraverso l’emissione di Btp green l’Italia intende finanziare tutte le spese che serviranno a realizzare gli obiettivi ambientali delineati dalla Tassonomia europea delle attività sostenibili. Si tratta non solo di attività connesse alla lotta al cambiamento climatico, come quelle di mitigazione e adattamento, ma anche di economia circolare, di conservazione del capitale naturale, di prevenzione e controllo dell’inquinamento.
L’entrata dell’Italia nel mercato dei bond governativi è la più imponente di sempre per il settore in Europa. Ma il nostro paese non è stato il primo. Da tre anni la Francia finanzia le proprie politiche ambientali in questo modo e ha raggiunto i 27 miliardi di bond “green”, mentre la Germania ha iniziato dall’autunno dell’anno scorso. Secondo quanto detto dalla presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, nei prossimi mesi entrerà nel mercato dei titoli di stato verde anche l’Unione europea, che vuole così finanziare il 30 per cento del Next Generation Eu con i green bond.
Sebastiano Santoro

