Considerate la vostra semenza, fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza.
Con queste famose parole tratte dal Canto dell’Ulisse nell’Inferno di Dante Alighieri, si è concluso l’incontro
culturale sul Sommo Poeta , organizzato dal circolo culturale battipagliese Ore d’Otium e dalla Casa Editrice
Noitrè capitanato da Gabriella Andria Pastorino e formato da Margherita Amato, Ornella Cauteruccio,
Giulio D’Alessio, Serena D’Alessio, Ida Fumo, Italo Galante, Sara Germanotta, Simona Guarino, Maria
Antonietta Netri, Donatella Palazzo e Enrica Suprani.
L’evento culturale svoltosi sabato 6 aprile presso l’Hotel Palace di Battipaglia, ha attirato un folto pubblico
non solo di studiosi e tecnici della cultura ma di appassionati e curiosi della materia dantesca che
magicamente sembra essere sempre contemporanea e pertinente agli eventi della vita quotidiana che
appartengono a tutti noi.
Il Conte Ugolino, Paolo e Francesca e Ulisse sono i tre Canti esaminati dagli scrittori e dai poeti di Ore
d’Otium che ne hanno parlato attraverso le letture di Enzo Fauci ed Emilia Fauci della Compagnia Teatrale
Samarcanda, sublimati dall’accompagnamento musicale di Sara Germanotta. Il Circolo Culturale Ore
d’Otium rappresenta la versione moderna dei cultural salon , luoghi di incontro dove si discuteva di
politica, cultura e di tanto altro; m anche un luogo dove si veicola l’informazione e si influisce sulla
formazione dell’opinione pubblica.
Il Canto XXXIII dedicato al Conte Ugolino, collocato nell’Antenora tra i traditori della Patria e quindi la sete
di potere e la politica aspra, Paolo e Francesca, nel V Canto, i due sfortunati cognati amanti, condannati nel
girone dei lussuriosi, che cercano di giustificare le loro azioni con parole di profonda commozione nelle
quali da sempre il lettore entra in complicità emotiva e infine Ulisse e il Canto XXVI, l’avventura della vita,
la sete di conoscenza che supera ogni ostacolo e anche gli affetti familiari, hanno profondamente catturato
i presenti.
“Siamo un gruppo di undici persone – racconta Gabriella Pastorino – ognuna con caratteristiche e ruolo
propri che si riuniscono per amore della cultura; di questo gruppo io sono la regista un po’ rompiscatole
diciamo. Abbiamo scelto questi tre Canti perché noti e amati dal grande pubblico e perché
rappresentano a nostro parere una sorta di tema contemporaneo. Importante è anche come si
presentano certi temi al pubblico; spesso mi sono ritrovata a partecipare a cenacoli culturali di una noia
mortale che non fa altro che allontanare il pubblico piuttosto che avvicinarlo. Credo che la formula delle
nostre presentazioni sia gradita e vincente.”
Enzo Fauci, apprezzato artista e attore della Compagnia Samarcanda, afferma “abbiamo bisogno di
cultura per capire profondamente il nostro essere. Non siamo quello che sembriamo in apparenza,
ovvero fenomeni che volano sopra di noi, la cultura è il processo formativo per eccellenza e si afferma
come formatrice della nostra personalità. Cenacoli culturali come Ore d’Otium è un buon veicolo, benché
il mondo voglia portarci altrove. I temi affrontati sono attualissimi con i quali l’umanità da sempre si è
confrontata, ma bisogna affrontarli nella giusta prospettiva. E se ritroviamo temi attuali in storie di 500
/600 anni fa allora vuol dire che abbiamo tutto un passato nel nostro futuro. Sono d’accordo con le
recenti affermazioni del nostro Presidente della Repubblica sull’importanza della cultura e sulla
considerazione che essa crea economia e che è miope chi non crede in questo.”
Titty Ficuciello

