Metti una sera d’agosto a Buccino, nel giardino di casa di amici, all’indomani delle concluse Feriae Volceianae, manifestazione storico culturale, enogastronomica che a cavallo di ferragosto ricordano e celebrano il periodo medievale con la storica venuta di Papa Urbano VI in fuga che riparò nel Castello dei signori D’Alemagna. E metti che lì in giardino trovi un personaggio del panorama artistico italiano molto noto al pubblico che lo accoglie sempre con entusiasmo, l’intervista diventa quasi obbligatoria.
Edoardo Romano attore teatrale, televisivo, cinematografico, ha partecipato insieme al popolare trio i Trettrè, a molti programmi della scena comica e di intrattenimento degli anni 80/ 90, DRIVE IN, Buona Domenica per citarne qualcuno; ma non solo perché, come tutti i grandi artisti comici, c’è l’altra faccia drammatica che a un regista impegnato come Pupi Avati non poteva sfuggire e infatti ha recitato né IL CUORE ALTROVE – LA RIVINCITA DI NATALE – LA SECONDA NOTTE DI NOZZE – IL PAPA’ DI GIOVANNA e altri film con importanti registi del panorama cinematografico d’autore, oltre alla partecipazione a fiction e serie tv.
A casa dell’amico fraterno, l’avvocato Giuseppe Milano, Presidente di Agorà, associazione di promozione sociale e culturale che da circa tre anni, in sinergia con la Pro Loco Volceiana, promuove e organizza la rievocazione storica dell’accoglienza del Papa Urbano VI presso l’antica Volcei, un fatto storico di grande rilievo, nato dalle ricerche dell’associazione. “Quest’anno, dice Giuseppe Milano, ho pensato di rendere più rappresentativo il corteo storico con la presenza di un artista tra i figuranti e così ho subito pensato a Edoardo Romano al quale mi lega un’amicizia antica tra le nostre famiglie. I nostri genitori erano entrambi funzionari delle FF. SS e napoletani. Abbiamo condiviso l’infanzia e la nostra gioventù, poi crescendo le nostre strade per un po’ si sono divise. Un giorno ci siamo rincontrati per via di un maldestro guidatore di roulotte, che era lui tra parentesi, e così la nostra amicizia è ripresa da dove l’avevamo lasciata. Quando gli ho proposto di partecipare all’evento di quest’anno nei panni del Priore che accolse il Papa e di fare una video rappresentazione di promozione dell’evento per l’anno prossimo, ha accettato con il garbo e l’umiltà che lo contraddistingue in nome della nostra consolidata amicizia. Come dico sempre un Romano più un Milano fanno due napoletani.”
L’intervista è diventata così una chiacchierata informale che ha stravolto tutti i canoni tradizionali delle interviste.
Chi era Edoardo Romano prima dei TRETTRE’? “Era un giovane con un carattere e un temperamento acceso – racconta Romano – che cercava di trovare la sua strada che per un certo periodo fu quella tradizionale, del lavoro sicuro diciamo, ma non nelle mie corde. Ma io volevo e facevo altro in campo artistico e trovai la sponda giusta in altri due amici divertenti e di talento: Mirko Setaro e Gino Cogliandro. Così nascono i Trettrè, in sordina e all’insaputa di tutti, anche delle rispettive famiglie. Abbiamo fatto un bel po’ di gavetta tra spettacoli vari ma il nostro lancio definitivo è stata la trasmissione delle reti Fininvest oggi Mediaset, Drive In, di Antonio Ricci.”
Che tipo di comicità era quella dei Trettrè? “E beh era difficile recitare sketch in lingua napoletana perché questo poteva limitare molto. Anche lo stesso Massimo Troisi agli inizi ha avuto scarsi apprezzamenti. Ma noi raccontavamo storie comuni col piglio ironico/satirico della tradizione partenopea, recitata a mo’ di storia su fatti che non erano tipicamente napoletani, ma direi universali.”
E le frasi tipiche dei Trettrè? Capisc à mmè…L’acqua è poc e à papera nu galleggia…A me, me par na str….? Ancora oggi rientrano nello slang quotidiano. “Non erano improvvisate, ma studiate su fatti o modi di dire della tradizione italiana , rivedute e corrette secondo la nostra teatralità.”
Ma poi i gruppi si sciolgono, sempre… “Vorrei precisare che i Trettrè non si sono sciolti – rincara Romano – ma abbiamo coscientemente interrotto la nostra attività, e intelligentemente oserei dire. Nel momento in cui abbiamo capito che i tempi stavano cambiando, nei tempi televisivi, nelle scelte di copione, nel modo di fare comicità e cabaret, abbiamo preferito interrompere sul successo perché avremmo dovuto cambiare la nostra essenza.”
E poi quella che avrebbe dovuto essere un’intervista di qualche minuto si è trasformata in una piacevole chiacchierata di oltre un’ora, tenuta a quattro mani e interamente videoripresa da Volcei Press, che presto vedrete in onda.
Impressioni di una giornalista in una sera di fine estate. Certe persone che appartengono al mondo dello spettacolo talvolta si mostrano diverse dal video: altezzose, spocchiose, capricciose. Edoardo Romano, è un artista garbato e gentile, che si è prestato con entusiasmo a vestire i panni di un personaggio in un corteo storico di un piccolo paese della nostra bella e talvolta sconosciuta provincia, grazie all’amicizia fraterna con Giuseppe Milano: un vero privilegio. Un amico ritrovato nel giardino a chiacchierare della sua vita, dei suoi ricordi e dei suoi impegni, anche nel sociale riguardo a un’associazione per diabetici. Una persona mai eccessiva, giammai volgare, che parla di sé, del presente e dei trascorsi artistici con l’occhio malinconico di certi umoristi che ti fanno piacevolmente sorridere con la loro autoironia. Fortunati i brianzoli ad averlo come vicino di casa visto che è lì che abita ormai da anni.
Titty Ficuciello

