La Pentecoste, celebrata quest’anno l’8 giugno, è una delle feste più importanti dell’anno liturgico cristiano, seconda solo alla Pasqua e al Natale. Cade cinquanta giorni dopo la Risurrezione di Gesù e segna il compimento della promessa di Cristo: il dono dello Spirito Santo agli Apostoli e alla Chiesa nascente.
Secondo il racconto degli Atti degli Apostoli (2,1-11), mentre i discepoli erano riuniti nel cenacolo, “venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento impetuoso… e apparvero loro lingue come di fuoco”. Furono tutti colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in lingue diverse, rendendo testimonianza a Cristo. Quel giorno, dopo la predicazione di Pietro, circa tremila persone si convertirono: era nata la Chiesa.
La Pentecoste è dunque la festa della missione, della comunione e della novità di Dio. Lo Spirito Santo viene a rinnovare i cuori, a dare forza al Vangelo, a guidare la Chiesa nel cammino della storia.
Simboli liturgici della Pentecoste sono il fuoco, segno del fervore e della purificazione; il vento, che rappresenta il soffio vitale di Dio; e la colomba, immagine della pace e dello Spirito che scende dall’alto.
In un mondo che cambia rapidamente, la Pentecoste ci ricorda che non siamo soli: lo Spirito Santo è presenza viva, fonte di coraggio, creatività e unità. Come allora nel Cenacolo, anche oggi è possibile ripartire, animati da una forza che non è solo nostra, ma che viene da Dio.

