Da Aldo Moro e Lady Diana all’uomo deceduto al Cardarelli, quando la stampa va oltre la dignità

Le immagini dell’uomo deceduto nel bagno dell’Ospedale Cardarelli di Napoli, sono un oltraggio alla dignità dell’essere umano, oltre che una grande mancanza di rispetto per chi fa il mestiere del giornalista con la sola missione di voler raccontare la verità dei fatti. Quelle immagini mi riportano subito alla mente altri casi in cui la stampa non si è fermata ed ha mostrato con crudeltà immagini cruente senza pensarci due volte.

Tutti ricordiamo la foto di Aldo Moro, ritrovato senza vita nel portabagagli di una Renault 4 rossa. Un’immagine che ancora oggi, scuote le coscienze. Come dimenticare poi l’immagine della principessa Diana in fin di vita, a seguito dell’incidente avvenuto a Parigi nell’agosto del 1997. Una donna simbolo che in quell’immagine appare indifesa, negli ultimi istanti della sua vita.

Aldo Moro, Lady Diana e l’uomo deceduto al Cardarelli, uniti dal poco rispetto di un passante, un fotografo, o un giornalista che pubblica una foto o un video che non andava pubblicato. Il rispetto della dignità oltraggiato per una copia di giornale in Piazza venduta o per un clic o una visualizzazione in più.

Come si può arrivare a tanto? Un uomo che muore nel bagno di un ospedale senza che nessuno gli presti soccorso. Una persona che passa di lì per caso che si sente nel diritto di riprendere con il cellulare una scena che non andava messa in rete, ma consegnata eventualmente alle Forze dell’Ordine.

Perchè poi, fare di quel video l’utilizzo che ne ha fatto certa stampa? Per un clic, una visualizzazione? Oggi il mondo della stampa dovrebbe riflettere sul come si fa realmente questo mestiere e fino a dove è veramente lecito andare oltre.

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