Castellammare, rapinarono il tir degli smartphone Apple da 2,5 milioni: arrestato l’uomo che “piazzava” la merce

Nella mattinata odierna i militari della Compagnia Carabinieri di Castellammare di Stabia, con il supporto dei colleghi della Compagnia Carabinieri Napoli Stella, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un soggetto gravemente indiziato del reato di ricettazione.

Il provvedimento rappresenta un ulteriore sviluppo investigativo legato alla violenta rapina avvenuta a Castellammare di Stabia il 18 settembre 2024 ai danni di un corriere. In quella circostanza, un gruppo criminale si era impossessato di un ingente carico di prodotti Apple, composto da 1.733 iPhone 16, 455 AirPods e 145 Apple Watch, per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro, destinato a un magazzino di elettronica locale.

L’operazione odierna segue quella dello scorso 10 marzo, che aveva già portato all’arresto di quattro pregiudicati, ritenuti esecutori materiali della rapina e responsabili anche dei reati di sequestro di persona e porto illegale di armi.

Le indagini, condotte dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Castellammare di Stabia e coordinate dalla Procura, hanno consentito di individuare il presunto ricettatore del gruppo, ritenuto una figura chiave nell’organizzazione. Secondo quanto emerso, sarebbe stato lui a permettere ai rapinatori di collocare rapidamente sul mercato gran parte della refurtiva.

Nel corso delle perquisizioni, parte della merce sottratta è stata recuperata presso l’abitazione dei genitori dell’indagato. Gli investigatori hanno inoltre ricostruito i flussi finanziari illeciti legati alla vendita dei dispositivi, che avrebbero già generato profitti per circa 600 mila euro.

Il quadro indiziario nei confronti dell’uomo, sottoposto a interrogatorio preventivo prima dell’emissione della misura cautelare, si basa su attività tecniche, analisi dei sistemi di videosorveglianza e riscontri documentali.

Al termine delle formalità di rito, l’indagato è stato posto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.