Benevento, tragedia nel ristorante di famiglia: 65enne uccide i fratelli a colpi di pistola e poi si toglie la vita

Una violenta lite, poi gli spari. È sfociata in una tragedia familiare la mattinata di oggi ad Apice, nel Beneventano, dove tre fratelli sono stati trovati senza vita all’interno e nei pressi del ristorante di famiglia.

Le vittime sono Giancarlo, detto Gianni, 65 anni, Franco, 61, e Donato Licciardi, 56. I tre erano i proprietari dello storico locale, attività che avevano rilevato dai genitori negli anni Novanta e che, nel corso dei decenni, avevano trasformato in un punto di riferimento per matrimoni, ricevimenti e cerimonie.

Secondo una prima ricostruzione, a fare fuoco sarebbe stato Gianni, il maggiore dei tre fratelli. L’uomo avrebbe inizialmente sparato contro Donato all’interno della struttura. Successivamente sarebbe uscito dal ristorante e avrebbe raggiunto Franco, colpendolo a morte. Subito dopo avrebbe rivolto la pistola contro di sé e si sarebbe tolto la vita. L’arma, una pistola calibro 9, è stata ritrovata nelle vicinanze del corpo.

Sul caso indagano i carabinieri, coordinati dalla Procura di Benevento, che stanno cercando di ricostruire con precisione quanto accaduto e soprattutto di chiarire il movente della strage. Gli investigatori stanno acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza del ristorante e ascoltando dipendenti e familiari.

Tra i tre fratelli, secondo quanto emerso nelle prime ore dell’indagine, da tempo ci sarebbero stati dissidi legati alla gestione delle attività. Gianni aveva continuato a occuparsi principalmente del ristorante, mentre Franco e Donato si erano dedicati anche all’organizzazione di eventi al Castello dell’Ettore di Apice Vecchia, tra cui i tradizionali mercatini di Natale.

Una divisione delle attività che potrebbe rappresentare un elemento utile per comprendere i rapporti tra i tre fratelli e le tensioni che, secondo le prime informazioni, si sarebbero accumulate nel tempo. Saranno però gli accertamenti degli investigatori a stabilire se e quanto queste questioni abbiano avuto un ruolo nella tragedia.

I corpi saranno sottoposti ad autopsia, mentre proseguono gli accertamenti all’interno della struttura.

La notizia ha sconvolto l’intera comunità di Apice. Il sindaco Angelo Pepe ha parlato di una “tragedia inaccettabile” e di una comunità “sotto choc”, ricordando come i fratelli Licciardi fossero conosciuti e apprezzati in paese. Il loro lavoro, ha sottolineato il primo cittadino, aveva contribuito allo sviluppo della comunità sannita.

Il ristorante, attivo da oltre quarant’anni, era diventato negli anni un luogo legato a momenti di festa e condivisione. Tre sale per ricevimenti, un parco esterno e una piscina avevano fatto della struttura una realtà conosciuta anche al di fuori del territorio beneventano.

Oggi, però, quel luogo che per decenni aveva ospitato matrimoni, feste e cerimonie è diventato teatro di una tragedia che ha sconvolto un’intera comunità. Ora saranno le indagini a dover fare luce sugli ultimi momenti di vita dei tre fratelli e sulle ragioni che hanno portato alla strage.

Fonte Ansa.it