È il giorno più difficile per Mario Roggero. Il gioielliere di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto alla sua attività nel 2021, è atteso oggi, venerdì 17 luglio, nel carcere di Bollate, dove dovrebbe presentarsi entro le 16:30 per iniziare a scontare la pena. Nelle ultime ore, però, la vicenda si è arricchita di nuovi sviluppi. La moglie del commerciante, Mariangela Sandrone, ha presentato una domanda di grazia al Presidente della Repubblica, mentre il collegio difensivo ha depositato un’istanza di differimento dell’esecuzione della pena, chiedendo che l’ingresso in carcere venga sospeso in attesa dell’esame della richiesta. La difesa confida che possa arrivare un provvedimento prima dell’effettiva carcerazione.
Il caso Roggero continua intanto a dividere l’opinione pubblica e il mondo politico. Dopo la sentenza definitiva della Corte di Cassazione, che ha confermato la condanna pronunciata in Appello, numerosi esponenti del centrodestra hanno espresso solidarietà al gioielliere, rilanciando la richiesta di grazia. Tra questi anche Matteo Salvini, che ha definito la condanna “profondamente ingiusta”, sostenendo che Roggero abbia agito per difendere sé stesso e la propria famiglia durante la rapina. La vicenda risale al 28 aprile 2021. Tre rapinatori fecero irruzione nella gioielleria di Roggero, minacciando il titolare, la moglie e la figlia e impossessandosi di gioielli e denaro. Durante la fuga, il commerciante impugnò una pistola regolarmente detenuta e inseguì i malviventi all’esterno del negozio, esplodendo diversi colpi d’arma da fuoco. Due dei rapinatori morirono, mentre il terzo rimase ferito e fu arrestato poco dopo. Nei vari gradi di giudizio i magistrati hanno escluso la legittima difesa, ritenendo che il pericolo fosse ormai cessato nel momento in cui Roggero sparò contro i banditi in fuga.
Sul fronte istituzionale resta alta l’attenzione anche sulla procedura per la grazia. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha avviato l’istruttoria prevista dalla legge, mentre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, cui spetta la decisione finale, ha richiamato il rispetto delle procedure previste dall’ordinamento. La presentazione della domanda di grazia, tuttavia, non comporta automaticamente la sospensione della pena, motivo per cui i legali hanno chiesto contestualmente il differimento dell’esecuzione. Nel frattempo Roggero si prepara ad affrontare l’ingresso nel carcere di Bollate, mentre la sua vicenda continua ad alimentare il dibattito sul tema della legittima difesa e sui limiti entro i quali un cittadino può reagire a una rapina.

