Si apre il procedimento giudiziario che vede coinvolto Michelangelo Scannapieco, cittadino sorrentino e giornalista pubblicista, accusato in relazione a una serie di episodi risalenti al Capodanno del 2023 e successivamente proseguiti attraverso i social network.
La vicenda ebbe inizio nella notte tra il 31 dicembre 2022 e il 1° gennaio 2023, quando a Sorrento comparvero diversi striscioni affissi in punti simbolici della città. I messaggi furono collocati sul muro perimetrale del Comando di Polizia Municipale in Corso Italia, nei pressi dell’albero di Natale di Piazza Tasso e all’ingresso del Municipio di Piazza Sant’Antonino. Gli striscioni contenevano frasi rivolte al tenente Carmine Bucciero (assistito dall’avvocato Anna Rosa D’Antuono), all’epoca ufficiale di polizia giudiziaria in servizio presso la Polizia Municipale di Sorrento. Tra le scritte comparivano messaggi come: “Sospendete il tenente Bucciero ha tradito la Procura insabbiando una grave notizia di reato del sistema sorrentino”, “Buccie’ nun si degn e sta divisa” e “Bucciero dirigente del reparto antiabusivismo alla faccia della legalità, vergognatevi”. Successivamente, attraverso le proprie pagine social, Scannapieco rivendicò la paternità dell’iniziativa.
Secondo quanto emerso, all’origine della vicenda vi sarebbe un accertamento effettuato da Bucciero nell’esercizio delle proprie funzioni su un immobile riconducibile allo stesso Scannapieco, in cui sarebbero stati rilevati alcuni abusi edilizi. Lo stesso Bucciero venne poi indicato come testimone dalla Procura di Torre Annunziata nel procedimento penale che riguardava Scannapieco.
Dopo gli striscioni, la polemica si sarebbe trasferita sui social network. Sulla pagina Facebook di Scannapieco sono stati pubblicati numerosi post contenenti critiche e accuse nei confronti del comandante, in diversi casi accompagnati da fotografie dello stesso Bucciero in divisa o da immagini satiriche. Nei messaggi pubblicati online venivano contestati presunti comportamenti ritenuti scorretti dall’autore dei post e si faceva riferimento a presunte omissioni nella gestione di notizie di reato, accuse che sono state più volte riproposte attraverso articoli, post e commenti pubblicati nel corso dei mesi successivi.
La vicenda ha avuto una notevole risonanza sul territorio sorrentino, alimentando un acceso dibattito pubblico e approdando infine nelle aule di giustizia, dove ora sarà il processo a fare piena luce sui fatti contestati e sulle responsabilità delle persone coinvolte.

