Carrozzine e sollevatori guasti: “Non si può restare prigionieri in casa”

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama con forza l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sulla drammatica condizione in cui possono precipitare migliaia di persone con disabilità quando un ausilio sanitario indispensabile smette di funzionare e non esiste un sistema di assistenza immediata capace di intervenire. La segnalazione inviata dall’attivista Christian Durso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero della Salute porta alla luce una realtà fatta di attese interminabili, isolamento e perdita di autonomia.

Dietro il guasto di una carrozzina elettronica, di un sollevatore o di un presidio medico non vi è soltanto un problema tecnico: vi è una persona che improvvisamente non può più compiere gesti essenziali della vita quotidiana. È in quei momenti che emerge tutta la fragilità di un sistema incapace di garantire continuità assistenziale a cittadini che dipendono da strumenti vitali per la propria esistenza.

Lasciare una persona con disabilità senza supporto nei giorni festivi, senza assistenza telefonica e senza dispositivi sostitutivi significa trasformare un diritto costituzionale in una concessione precaria. Non è accettabile che nel 2026 vi siano ancora cittadini costretti a settimane di immobilità a causa di procedure burocratiche lente o dell’assenza di obblighi chiari per le aziende fornitrici.

Il CNDDU denuncia con preoccupazione il vuoto normativo che continua a gravare sull’assistenza agli ausili sanitari e ritiene non più rinviabile una legislazione organica che riconosca il carattere essenziale e continuativo di questi dispositivi. Il diritto alla salute e alla dignità personale non può essere sospeso per un guasto tecnico.

Una società realmente democratica si misura dalla capacità di proteggere chi vive condizioni di maggiore vulnerabilità. Per questo motivo chiediamo alle istituzioni di intervenire con urgenza affinché l’assistenza agli ausili venga finalmente considerata un servizio essenziale, garantito in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, con procedure rapide e supporto costante.

Ignorare queste richieste significherebbe accettare che migliaia di cittadini possano essere privati della propria libertà. Difendere i diritti delle persone con disabilità significa difendere il principio più alto della nostra Costituzione: quello di un’uguaglianza sostanziale che non lasci nessuno solo davanti alla propria fragilità.

prof. Romano Pesavento presidente CNDDU