Il mondo dello sport italiano si è svegliato oggi sotto il peso di una notizia sconcertante che colpisce il cuore del movimento paralimpico. Matteo Bonacina, atleta di punta della Nazionale di tiro con l’arco, è stato posto agli arresti domiciliari. L’ordinanza, eseguita dalla Polizia Postale, scoperchia un quadro fatto di molestie, stalking e presunte violenze che avrebbero avuto luogo per anni.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Roma, delinea uno scenario inquietante. Secondo gli inquirenti, Bonacina avrebbe sfruttato la sua posizione di prestigio per sottoporre cinque compagne di squadra e un’allenatrice a una costante pressione psicologica e fisica. Si parla di palpeggiamenti durante le trasferte e dell’invio di materiale esplicito non richiesto tramite i social network, condotte che sarebbero proseguite per circa cinque anni, fino alle Olimpiadi di Parigi.
Ma l’aspetto più grave riguarda il clima di presunta omertà: risulta infatti indagato anche il Direttore Tecnico della Nazionale, Guglielmo Donato Fuchsova. L’ipotesi degli investigatori è che il dirigente fosse a conoscenza delle condotte e avesse cercato di mettere a tacere le vittime con la minaccia di un’esclusione dalle gare e dalla maglia azzurra.
Le indagini sono scattate grazie al coraggio di alcune vittime che hanno denunciato tutto alla Polizia. La Federazione (Fitarco) ha già proceduto alla radiazione cautelare del campione e si trova ora a gestire una crisi d’immagine senza precedenti. Mentre Bonacina attende di essere ascoltato dai magistrati, resta l’amarezza per un ambiente che sembra aver permesso abusi di potere e violenze.

