Il 20 luglio si celebra la memoria liturgica di Sant’Apollinare, venerato come il primo vescovo di Ravenna e martire della fede. Figura centrale per la cristianità ravennate, è considerato l’evangelizzatore della Romagna e uno dei santi più importanti della Chiesa italiana delle origini.
Discepolo di San Pietro
Secondo la tradizione, Apollinare fu discepolo diretto di San Pietro, che lo avrebbe ordinato vescovo e inviato a Ravenna per annunciare il Vangelo. Giunto nella città adriatica intorno alla metà del I secolo, si dedicò instancabilmente alla predicazione e alla conversione dei pagani, affrontando ostilità e persecuzioni.
La sua opera fu così efficace da suscitare l’ira delle autorità e dei sacerdoti pagani, che più volte cercarono di eliminarlo. Sopravvisse a torture e violenze fino a quando, secondo alcune fonti, fu martirizzato sotto l’imperatore Vespasiano, verso l’anno 75 d.C.
Patrono e testimone della fede
Le sue reliquie sono custodite nella celebre Basilica di Sant’Apollinare in Classe, alle porte di Ravenna, uno dei più importanti monumenti paleocristiani d’Italia. La chiesa è famosa per i suoi splendidi mosaici, tra cui quello in cui Sant’Apollinare è raffigurato in mezzo a un giardino paradisiaco, simbolo della pace e della santità.
Apollinare è il patrono di Ravenna e simbolo della fedeltà alla fede cristiana anche nei momenti più difficili. Il suo culto si è diffuso ben oltre la Romagna, arrivando in molte regioni italiane e in altre parti d’Europa.
Sant’Apollinare di Ravenna è ricordato come un vescovo missionario e martire, che ha dato la vita per il Vangelo. La sua testimonianza ci invita a non avere paura della verità e a vivere con coraggio la nostra fede, anche quando ciò comporta incomprensioni o sacrifici.
Nel giorno della sua festa, la città di Ravenna lo onora con celebrazioni religiose e civili, ricordando colui che fu la sua guida spirituale e il fondatore della sua prima comunità cristiana.

