Recovery Fund, il manager Vincenzo Sica: “Torre Annunziata in condizione strategica ma manca una classe politica capace”

Dalla Camera e dal Senato è arrivato nei giorni scorsi l’ok al Recovery Fund, il piano individuato dalla Commissione Europea per rilanciare le economie dei Paesi membri dopo la crisi causata dall’epidemia di coronavirus. Per quanto concerne l’Italia, i fondi che arriveranno nei prossimi tre anni saranno un’occasione da non sprecare, anzi, la disponibilità di queste risorse e gli spazi di bilancio concessi potranno avere un impatto molto significativo sulla crescita economica del nostro Paese.

Tuttavia, ci sono molti dubbi sul rilancio del Mezzogiorno e sulla disparità di trattamento tra Nord e Sud.

Vincenzo Sica – già direttore generale del Comune di Torre Annunziata – però ha una visione più ottimistica, anche perché non sono state rese note ancora nel dettaglio le ripartizioni governative, e individua nelle risorse messe a disposizione dall’Unione Europea dei vantaggi dal punto di vista infrastrutturale per l’intero Meridione, mentre gli enti a livello regionale e quelli locali dovranno essere pronti in termini progettuali e avere le idee chiare sullo sviluppo urbanistico del territorio.

“Pertanto – secondo il Manager Vincenzo Sica –, al momento non c’è alcuna condizione che fa sperare che Torre Annunziata, e tutto l’hinterland vesuviano, possa avere un ruolo guida”.

Per Sica, “è necessario un coordinamento territoriale che tenga conto di esigenze in termini di pianificazione complessiva di un’area che va anche oltre i nostri limiti comunali e che possa operare su investimenti similari a quelli del Grande Progetto Pompei.

In questo caso, Torre Annunziata – che ha una condizione territoriale baricentrica – può diventare il collettore tra le proprie risorse, paesaggistiche, turistiche ed economiche, ad esempio il litorale e il porto, con quelle degli attrattori limitrofi come il Parco nazionale del Vesuvio e i siti archeologici vicini”.

A sentir parlare il manager oplontino, “il ruolo di Torre Annunziata, per queste sue peculiarità, potrebbe essere interessato da parte dei finanziamenti del Recovery Fund, qualora ci fosse una classe politica capace e in grado di attivare un processo di programmazione. Ma come dimostrato dalla tardiva approvazione del preliminare di Puc, a Torre Annunziata mancano capacità e competenze da almeno 15 anni.

E ciò, nonostante ci siano riferimenti importanti a livello regionale, che ancora reggono le sorti di questo territorio e che evidentemente non vengono compulsati per ottenere un disegno complessivo di una città a vocazione prevalentemente turistica e su cui insistono importanti siti manifatturieri”.

Massimo Napolitano