È cosa nota che il Re Filippo del Belgio, da parte di madre ha origini italiane. Figlio di Re Alberto II e dell’italiana Paola Ruffo di Calabria, Filippo è salito al trono dopo l’abdicazione di suo padre il 21 luglio 2013. Re Filippo non molti sanno, che sempre da parte di madre discende da un napoletano. Non tutti sanno che il nonno materno dell’attuale re del Belgio era infatti un aviatore napoletano: Fulco Ruffo di Calabria.
Fulco Ruffo di Calabria nato a Napoli il 12 agosto 1884, è stato un aviatore e politico italiano, eroe e asso del Servizio Aeronautico del Regio Esercito nella prima guerra mondiale durante la quale conseguì 20 vittorie aeree ottenendo una promozione per meriti di guerra e venendo insignito di una medaglia d’oro al valor militare, di due d’argento, quattro di bronzo e di numerose altre onorificenze italiane e straniere.
Infanzia
Figlio di Fulco Beniamino Ruffo di Calabria e di Laura Mosselman du Chenoy, portò in vita i titoli di XVIII conte di Sinopoli, VI duca di Guardia Lombarda, nobile dei Principi di Scilla e patrizio napoletano. Divenne Principe sul cognome il 15 marzo 1928.
Carriera militare
Compiuti gli studi nel collegio di Mondragone, il 22 novembre 1904 si arruola come volontario a Foggia, nel 11º Reggimento “Cavalleggeri di Foggia”, alla Scuola ufficiali di complemento. Nel maggio 1905 è promosso caporale, nel novembre 1905 sergente, nel febbraio 1906 sottotenente. Successivamente si trasferisce in Somalia dove rimane tre anni presso una società italo-belga che si occupa di commercio fluviale.
Asso dell’aviazione
Allo scoppio della prima guerra mondiale rientra in Italia e si arruola volontario nel Battaglione aviatori. Conseguito il brevetto al Centro di formazione di Torino-Mirafiori nel 1915, viene inviato sul teatro di guerra. Dopo le prime esperienze di volo dal settembre 1915 nella 4ª Squadriglia per l’artiglieria, il 9 agosto 1916 viene assegnato alla 70ª Squadriglia caccia. Il 23 agosto Francesco Baracca e Ruffo abbattono l’Hansa-Brandenburg C.I del Zgsf. Anton Himmer della Flik 19 nei pressi di Merna. Il 16 settembre successivo abbatte, in collaborazione con Baracca e Luigi Olivari, un Lloyd C.III della Flik 16 a Staro Stelo di Caporetto.
L’11 febbraio Baracca (su Nieuport 17) con Ruffo (su Ni 17), il serg. Giulio Poli ed il caporale Antonio Pagliari (su Nieuport 11) abbattono un Br. C.1 del caporale Ludwig Fleck con l’osservatore Tenente Wilhelm Siemienski della Flik 35 che, dopo aver colpito il serbatoio del Ni 11 del caporale Anselmo Caselli che rientra in emergenza, atterra in emergenza vicino a Premariacco dopo una battaglia sul cielo di Udine alla quale assiste Vittorio Emanuele III di Savoia che il giorno dopo si reca al campo per complimentarsi con i piloti. Dal 1º maggio 1917 viene assegnato alla 91ª Squadriglia aeroplani da caccia, la famosa Squadriglia degli Assi comandata da Francesco Baracca, alla cui morte, nel giugno 1918, subentra nel comando fino al 23 settembre 1918, quando il capitano Ruffo assume il comando interinale del nuovo 17º Gruppo caccia.
Il 20 ottobre 1918 viene colpito mentre è in volo oltre le linee austriache; miracolosamente riesce ad atterrare e a riattraversare il fronte. Pochi giorni dopo l’Austria chiede l’armistizio. Nel corso della guerra gli sono riconosciuti 20 abbattimenti di aerei nemici, tra i primi cinque piloti della lista degli assi italiani della prima guerra mondiale. Gli vengono conferite la medaglia d’oro al valor militare, due d’argento e quattro di bronzo. Finita la guerra Fulco Ruffo di Calabria rimane nel Regio Esercito fino al 1925 congedandosi con il grado di primo capitano di cavalleria, nel Reggimento Piemonte Reale
Senatore del regno
Negli anni successivi si dedicò alla propria azienda agraria e a studi sulle piante. Anche in questo campo lasciò un segno della sua presenza in quanto scoprì una varietà di trifoglio, il trifolium vesiculosum Savi, conosciuto con il nome volgare di “trifoglio Ruffo”. Nel 1934 viene nominato senatore del Regno d’Italia. Fu senatore questore dall’aprile 1939 al luglio 1944. Per questo motivo, nell’immediato dopoguerra, fu deferito all’Alta corte di giustizia per le sanzioni contro il fascismo (ACGSF)
Morte
Muore nella sua casa di Ronchi di Apuania il 23 agosto 1946. Il portale web dell’Aeronautica militare italiana ha proposto una pagina, intitolata “I grandi aviatori“, dove vengono citate le maggiori personalità storiche dell’aviazione italiana, ponendo Ruffo tra di esse.
Discendenza
Dal matrimonio del principe Fulco Ruffo di Calabria con la contessa Luisa Gazelli dei Conti di Rossana (1896-1989) sono nati sette figli:
- principessa Maria Cristina (Roma, 1920-2003), sposa Casimiro San Martino d’Agliè, marchese di Fontanetto con San Germano;
- principessa Laura (Roma, 1921 – Firenze, 1972), sposa Bettino Ricasoli Firidolfi;
- principe Fabrizio (Roma, 1922-2005), terzogenito, ma primo dei maschi, eredita la linea di primogenitura della famiglia Ruffo di Calabria ed assume il nome di Fabrizio Beniamino di Calabria, principe sul cognome, XIX conte di Sinopoli, XIII principe di Scilla, principe di Palazzolo, duca di San Martino, VII duca di Guardia Lombarda, marchese di Licodia, conte di Nicotera, barone di Calanna e Crispano, patrizio napoletano, Grande di Spagna di I classe. Il 5 ottobre 1953 sposa Elisabetta Vaciago, da cui ha discendenza maschile.
- principe Augusto (Roma, 1925 – mare di Pescara 1943);
- principessa Giovanna (Roma, 1927-1941);
- principe Antonello (Roma, 1930-2017), sposa Rosa Maria Mastrogiovanni Tasca d’Almerita (figli);
- principessa Paola (Forte dei Marmi, 1937), regina dei Belgi per il suo matrimonio con Alberto II del Belgio.

