Bari. Un susseguirsi di abbattimenti di immobili d’epoca negli ultimi anni ha interessato la città di Bari, un modus operandi al quale ormai, purtroppo, ci si sta abituando nel capoluogo pugliese. Dimore storiche come il palazzotto ottocentesco di via Calefati, la sede della Birra Peroni di via Amendola, l’ex “fabbrica” di mandorle di Ceglie del Campo, il fabbricato di via Celso Ulpiani.
In questi giorni un’altra villa storica è al centro di un prossimo abbattimento, è Villa Vera, una dimora di inizi del 900 che sorge in via Amendola. Nelle ultime ore è stato abbattuto il muro perimetrale del parco della villa e nelle prossime ore toccherà all’edificio principale essere raso al suolo dalle ruspe. Come riportato dal sito Barinedita.it, la villa è in disuso da tempo, ed è stata acquisita da nuovi proprietari che hanno escluso la possibilità di restaurarla.
A consentire gli abbattimenti è l’assenza di vincoli paesaggistici e di piani urbanistici generali che consentano la salvaguardia degli antichi edifici privati. Grazie al “Piano Casa”, decreto legislativo del 2008 è consentita la ricostruzione aumentando il volume delle abitazioni preesistenti del 35%. Il destino delle residenze storiche è così segnato per sempre. La norma, che doveva essere “straordinaria”, in Puglia ha continuato a essere prorogata di anno in anno. Tre giorni fa la norma è stata impugnata dall’Avvocatura generale del governo Draghi. Anche se il destino di Villa Vera è ormai segnato speriamo che la norma venga abolita in modo da salvaguardare l’ingente patrimonio storico-architettonico della Puglia.

