Marco De Rossi, 30enne che ha rivoluzionato la scuola con la sua startup di didattica a distanza

Potrebbe ben dire l’avevo detto, adesso. Marco De Rossi 30enne, con più della metà dei suoi anni li ha trascorsi a far da paladino della scuola digitale e dopo la primavera 2020 non è più nello scomodo ruolo del profeta inascoltato. 

Durante il lockdown WeSchool, la piattaforma che ha fondato e l’unica italiana tra le tre suggerite dal ministero dell’Istruzione per la didattica a distanza, è stata utilizzata su smartphone o computer da 1,1 milioni di studenti e docenti al giorno. A inizio agosto è arrivato un importante investimento di 6,4 milioni di euro. È il suo momento, non c’è dubbio.

Marco De Rossi è un attivista digitale da quando aveva 14 anni faceva già Call di lavoro. Sì, perché era già impegnato ad aprire la prima scuola online gratuita. Si chiamava OilProject e aveva la carica ingenua dell’adolescenza: “La scuola che sogniamo noi non costa nulla. Puoi entrarci sia da Torino, sia da Enna. Anche alle tre del mattino”, si legge nel Manifesto di quel progetto che Marco custodisce gelosamente. 

“È una scuola che corre alla tua velocità perché sei tu a decidere di cosa parlare. A rispondere alle domande non sono solo i docenti, ma anche i compagni di banco. La nostra scuola è una condizione mentale. È una creatura in divenire”.

“Era una follia sostenere che i ragazzi avrebbero studiato con lo smartphone in mano quando ancora non ce l’aveva nessuno. Era il 2004 e YouTube sarebbe nata l’anno dopo”. Ma i sogni di un liceale intraprendente non sono sfumati con la maturità. OilProject cresceva (con oltre 1 milione di studenti che la utilizzano) e si evolveva in WeSchool. “Dieci anni dopo un’altra scommessa: quando nel 2016 raccontavamo di voler fare una piattaforma che girasse su smartphone, mi dicevano: siete pazzi, lo smartphone a scuola è vietato! E invece, anche prima del Covid, il 45% degli accessi erano fatti da una classe”.

De Rossi guida un team di 10 persone che diventeranno 30 entro la primavera del 2021. Per le scuole WeSchool è e resterà gratis, ma essendo ente di formazione del Ministero propone corsi a pagamento per i docenti. 

La didattica a distanza anche dopo la pandemia sarà comunque uno strumento utilissimo anche in campo universitario o per i corsi di formazione nelle aziende. 

La piattaforma infatti viene poi utilizzata dalle aziende per attività di responsabilità sociale con le scuole o come strumento di formazione interna (per esempio la usa l’arma dei Carabinieri). “Stiamo studiando attività a pagamento per gli studenti e abbiamo in programma di lanciare proposte per il mondo universitario”, anticipa a Forbes Italia. Che aggiunge: “Sul mercato ci sarà una forte concentrazione dei distributori digitali: noi puntiamo a essere la piattaforma dove l’e-learning avviene. Per raggiungere questo obiettivo siamo aperti a tutti gli utenti e a chiunque voglia produrre corsi. A bordo ci sono già Google for Education e Zanichelli, ad esempio. Non vogliamo essere editori”.

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